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Arrestato imprenditore olandese per finto mining su Bitcoin

La polizia olandese ha arrestato un imprenditore accusato di frode, per aver simulato operazioni di mining di bitcoin per 23 milioni di euro. Ad affermarlo è il quotidiano olandese De Gelderlander, che ha ricostruito la lunga vicenda che si è ora conclusa con la carcerazione del truffatore.

In particolare, stando a quanto riportato, l’imprenditore Barry van Mourik, già noto nel comparto criptovalutario per aver gestito un’altra società operante nello stesso settore, avrebbe ingannato i propri clienti inducendoli a pensare che avrebbero ottenuto un lauto profitto in seguito all’estrazione di BTC.

Van Mourik ha dunque presentato la propria azienda come operatore qualificato nel mining, domandando agli utenti interessati di poter investire nelle proprie strutture, in cambio di un guadagno non certo irrilevante. Così facendo, ha potuto accumulare i fondi dei suoi clienti ma, invece di utilizzarli per l’acquisto di nuove attrezzature e per il pagamento dell’energia elettrica necessaria per l’esoso mining… li avrebbe utilizzati per acquistare prodotti di lusso per scopi privati.

La vicenda è saltata agli occhi della magistratura olandese lo scorso anno, quando una parte della clientela ha intentato una causa lamentando che i benefici promessi non si erano evidentemente concretizzati.

Al termine delle prime indagini, la polizia ha fatto irruzione nella residenza di van Mourik, sequestrando una parte del suo patrimonio. Qualche mese dopo la società di van Mourik è stata dichiarata fallita, mentre è più recente l’arreso dell’uomo.

Info su Roberto Rossi

Giornalista pubblicista, specializzato in tematiche economiche e valutarie. Appassionato di fintech, è consulente degli investimenti finanziari.

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