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Honeywell: più di 800 compagnie comprano parti sulla sua blockchain

Honeywell International sta già utilizzando con successo e profitto una rete blockchain che permette a venditori e acquirenti di parti di aereo di negoziare in tempo reale e acquistare in tempi brevissimi qualunque tipo di pezzo di ricambio. Questo secondo quanto riportato in giornata dal The Wall Street Journal, quotidiano di approfondimento economico statunitense.

Secondo quanto riportato nell’articolo, Honeywell Aerospace avrebbe ormai introdotto da diversi mesi un mercato online di parti di ricambio che basa il suo funzionamento proprio su tecnologia blockchain.

A prendervi parte oggi sono circa 800 compagnie interessate appunto alla compravendita di parti di aereo per ricambi e nella lista sono inclusi anche i maggiori operatori sul mercato statunitense (tra i quali non possiamo che citare Dassault Falcon Jet e StandardAero Aviation).

Prima dell’arrivo della blockchain di Honeywell una transazione – così come riportato dal WSJ – impiegava quantomeno diverse telefonate e un paio di giorni di trattative per i pezzi meno importanti, mentre per un motore le negoziazioni potevano durare anche diverse settimane.

Oggi invece tutti gli acquisti possono essere effettuati in tempo reale, dato che appunto i pezzi di ricambio sono già tokenizzati e si può accedere alle informazioni immediatamente, con la certezza che queste non siano contraffatte o non siano state cambiate ex-post.

A queste problematiche si aggiungono anche le necessità di carattere legale – negli USA ogni pezzo venduto o rivenduto deve essere certificato dalla US Federal Aviation Administration e da altre agenzie di questo tipo. Blockchain può aiutare facilmente a tenere traccia del pezzo di ricambio, anche dopo che questo è stato rivenduto magari più volte.

Per ora 2 milioni di dollari in vendite

I numeri non sono però ancora quelli davvero importanti. Per il momento la piattaforma ha fatto registrare circa 2 milioni di euro in vendite, anche se Honeywell indica in 10.000.000 di dollari una soglia ragionevole da raggiungere entro la fine dell’anno.

Il sistema si alimenta anche grazie alle quote pagate dai venditori – si devono infatti versare 15.000 dollari per essere immessi nel sistema, mentre questo è gratuito per tutti i compratori.

Un altro passo per blockchain nell’economia reale

Come tutti i veri esperti ripetono ormai a spron battuto, le criptovalute non sono l’unico possibile campo di applicazione per la tecnologia blockchain.

Sono moltissimi – come abbiamo già raccontato su Criptovaluta.it – i settori industriali che possono davvero essere rivoluzionati appunto da blockchain.

Siamo davanti ad una tecnologia che permette innanzitutto una rintracciabilità inalterabile, feature che non può appunto che interessare diversi settori dell’economia reale.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

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