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Spesi 113mila dollari in Ethereum per una macchina che non esiste

Il mondo delle criptovalute è ricco di stranezze: in particolare ce n’è una che sta facendo parlare di sé da due giorni a questa parte. A 48 ore di distanza, leggendo a riguardo su Twitter e su Reddit, si raccolgono diverse ipotesi: non è ancora chiaro perché qualcuno abbia pagato 113.000 dollari americani in Ethereum per comprare un’auto che non esiste.

La vicenda ha dell’inverosimile. A breve, infatti, dovrebbe essere rilasciato il primo gioco dedicato alla Formula 1 interamente sviluppato su blockchain. Si chiamerà Formula 1 Delta Time e verrà sviluppato da Animoca Brands, nota software house da tempo impegnata nello sviluppo di app decentralizzate.

Nel gioco saranno inclusi degli elementi premium che potranno essere sbloccati vincendoli all’asta. Malgrado il gioco non sia ancora disponibile, nei giorni scorsi è stato messo all’asta il primo token collezionabile che permetterà di sbloccare la prima auto “Top Secret” all’interno del gioco.

L’asta ha visto 15 offerenti sfidarsi a colpi di rialzo per 4 giorni, fino alla vittoria di un anonimo partecipante noto con il suo nickname “09E282”. La sua offerta è stata appunto di 113mila dollari, interamente pagati in ETH.

Le possibili ragioni del gesto

Difficile davvero spiegare l’avvenuto. L’ipotesi più plausibile è che la stessa azienda produttrice del videogioco abbia partecipato all’asta, offrendo questa cifra fuori dal comune per attirare l’attenzione e far parlare del suo lancio imminente. Non c’è che dire: se si tratta di una semplice mossa di marketing, ha funzionato molto bene.

Qualcuno guarda invece al possibile investimento. La Formula 1 è conosciuta in tutto il mondo, e già il fatto di aver concesso un licensing ufficiale ad un gioco sviluppato su blockchain ha fatto molto parlare. Specialmente se consideriamo che esiste già un videogioco dedicato al campionato di auto più veloci al mondo, ed a giugno verrà rilasciata la versione 2019 per PC, PlayStation e XBox.

In questo senso, si può supporre che se il videogame dovesse diventare molto conosciuto attirerebbe anche una sua nicchia di collezionisti. Tra questi, un giorno, qualcuno potrebbe essere disposto a pagare anche di più per avere il primo non-fungible token della prima auto mai rilasciata in assoluto per la serie.

Da ultimo, potrebbe trattarsi di un collezionista che ha già una lunga serie di cimeli legati alla Formula 1 ed ha deciso di espandere i suoi orizzonti anche verso questa nuova frontiera.

Il gaming ricomincia da qui

Quale che sia la motivazione del gesto, è interessante sapere che i videogiochi sviluppati su blockchain stanno continuando a crescere in visibilità e popolarità. Questa nuova esperienza di gioco online potrebbe attirare molti giovani verso il mondo della decentralizzazione, della privacy e delle criptovalute.

Come spesso ripetiamo, un’adozione di massa di queste tecnologie passa attraverso tanti piccoli passi. Il mercato del gaming è uno di quelli che crescono più in fretta, ed accodarsi a questo traino potrebbe essere positivo per tutto il settore che lavora con blockchain. Inoltre è un modo per far arrivare questo tipo di innovazione alle generazioni più giovani, che senza dubbio saranno quelle più importanti nel lungo termine per decretare il futuro dell’economia decentralizzata.

Info su Alessandro Calvo

Web editor dall'età di 16, non manca occasione di cavalcare i trend dell'innovazione. Nella vita studia Economia e, privatamente, approfondisce i meccanismi blockchain in cui crede molto.

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