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Anche Bitcoin Blender chiude i battenti

Il servizio mixer di criptovalute Bitcoin Blender ha chiuso i battenti. Questa volta però non si tratta di un intervento delle autorità – come vi avevamo raccontato soltanto qualche giorno fa – ma piuttosto di una scelta autonoma, prima che siano appunto le autorità ad intervenire.

La notizia è stata riportata dal magazine online BleepingComputer.

Il sito internet era uno dei più popolari del settore, operando sia sul web “visibile”, sia invece su servizio Tor.

Il sito non è più raggiungibile già da qualche ora e in rete intanto monta la polemica, perché in diversi utenti, non avendo letto degli avvisi comunque rilasciati dal servizio, hanno lasciato criptovalute caricate sui Wallet direttamente collegati al sito.

La controparte del sito accessibile da clearnet (che comunque non permette in alcun modo di raggiungere i Wallet e il servizio), è invece ancora raggiungibile.

Come funziona(va) il servizio

Il servizio offerta da Bitcoin Blender funzionava come un classico mixer per criptovalute. Pagando una commissione variabile tra l’1% e il 3% era infatti possibile riciclare i propri Bitcoin, ovvero quei token che, data la tracciabilità interna della rete, erano riconducibili ad attività illecite o comunque per le quali la privacy dei soggetti coinvolti era di massima importanza.

Una tipologia di servizi che però ha attirato gli interessi delle polizie di tutto il mondo, con un grande sequestro di un servizio analogo che ha avuto luogo soltanto qualche giorno fa in Olanda.

Bitcoin Blender è stato uno dei primi servizi a offrire questo tipo di funzionalità, essendo operativo già dal 2014.

La notizia della chiusura era stata data con pochi giorni di anticipo su alcune delle principali piattaforme dedicate alla discussione riguardante Bitcoin e altre criptovalute.

Difficile recuperare il denaro

Sarà a questo punto molto difficile recuperare il denaro che eventualmente era stato depositato sulla piattaforma, e tutti quegli utenti che non erano al corrente dell’imminente chiusura dovranno, con ogni probabilità, rimanere insoddisfatti.

Rischi del mestiere, per chi utilizza servizi non riconducibili a società riconoscibili.

Il problema della privacy comunque persiste

Il problema della privacy sulle transazioni di criptovalute di prima e seconda generazione rimane. Le transazioni sono infatti visibili a tutti e nonostante non contengano le generalità effettive dei soggetti coinvolti, possono essere sempre ricondotte ad un determinato Wallet.

È per questo motivo che moltissimi sviluppatori si stanno appunto preoccupando di creare sistemi interni alle principali reti per permettere il mixing senza l’appoggio su servizi esterni, servizi esterni che purtroppo sono sempre di dubbia affidabilità e che potrebbero essere chiusi, come nel caso di Blender, senza eccessivi preavvisi.

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