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Malaysia, via libera ad altri tre exchange

Che la Malaysia sia uno dei Paesi che in Asia si sta muovendo con il maggior vigore nell’ambito criptovalutario è ben noto. E, dunque, non sorprende il fatto che la Securities Commission Malaysia (SC) abbia appena concesso una licenza per tre nuovi exchange: Luno Malaysia, Sinegy Technologies e Tokenize Technology.

Stando a quanto afferma una nota diramata poco fa, gli exchange criptovalutari di cui sopra hanno presentato una regolare domanda di registrazione alla SC, e avranno fino a nove mesi di tempo per poter rispettare tutti gli standard di regolamentazione della commissione.

In una dichiarazione riportata da Cointelegraph, viene specificato come i tre exchange di cui sopra siano gli unici operatori di asset digitali a poter pienamente operare in Malesia, e che tale via libera sia arrivata dopo una lunga condivisione con le autorità.

Lo stesso David Low, direttore generale di Luno per il Sud-Est asiatico, ha dichiarato di aver lavorato a stretto contatto con i regolatori e con le banche locali per poter completare il lavoro infrastrutturale che consentirà il compimento di operazioni di acquisto, vendita e conservazione delle criptovalute e dei beni digitali, ritenute dagli exchange il futuro del denaro. La regolamentazione – ha poi aggiunto Low – condurrà la giusta e necessaria chiarezza e tutela per i consumatori, assicurando che le aziende che operano in questo comparto abbiano tutti i migliori requisiti per poter proteggere gli investitori e i loro fondi.

Ricordiamo che in Malaysia il 15 gennaio 2009 il Comitato di vigilanza ha introdotto il Capital Markets and Services (Prescription of Securities), un protocollo che contiene le linee guida per poter operare sui mercati finanziari, e che impatta anche sui fornitori di servizi per le criptovalute. Nella stessa data, le criptovalute venivano classificate definitivamente come titoli finanziari, rientranti dunque nell’ambito legale del Comitato di vigilanza.

Sempre nel mese di gennaio, il Comitato di vigilanza ha poi pubblicato due documenti rivolti al pubblico, con lo scopo di raccogliere delle opinioni e dei pareri sulla propria proposta di regolamentare le operazioni di offerta iniziale di monete (ICO).

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