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Ripple, accordo con Coinfirm rende la criptovaluta più trasparente

Ripple, l’operatore di riferimento per la criptovaluta XRP ha siglato un’intesa con la startup Coinfirm. Un accordo molto importante perché – sottolineava Forbes in un recente focus in merito – potrebbe rendere la criptovaluta molto più trasparente e, di conseguenza, rispettare tutte le nuove prescrizioni anti-riciclaggio ideate e presentate da FATF.

In altri termini, grazie all’alleanza tra Ripple e Coinfirm, potrebbe essere possibile come è stato elaborato un token, alcune informazioni sul clustering o, ancora, se la risorsa proviene o meno da un furto o da un hack.

Ad ogni modo, secondo il CEO di Coinfirm Pawel Kuskowski, le nuove informazioni non includeranno le reali identità associate agli indirizzi pubblici in cui è memorizzata la criptovalute, ma includeranno comunque se un indirizzo è posseduto o meno da un exchange che consente il trading anonimo, e se l’entità che possiede l’indirizzo sia o meno registrata in un Paese ritenuto ad alto rischio. Il servizio permetterà di classificare l’indirizzo a basso, medio o alto rischio, assegnando un punteggio da 0 a 99, dove 99 è il più alto rischio di riciclaggio di denaro sporco.

Insomma, le nuove potenzialità dell’accordo siglato con Coinfirm potrebbero rendere Ripple uno strumento molto più trasparente, andando così ad abbracciare in maniera formale le indicazioni FATF, i cui 37 Paesi membri hanno ora un anno di tempo per conformarsi ai requisiti o… per far fronte alle conseguenze. Naturalmente, considerato che l’adesione al FATF è volontaria, ogni nazione sarà in grado di implementare i requisiti come meglio crede. Tuttavia, sembra che sempre più organizzazioni si stiano orientando positivamente verso queste nuove linee guida, conferendo così a chi si sta già preparando in anticipo, come Ripple, un discreto vantaggio.

Vedremo ora che novità ci saranno dalle altre principali criptovalute, che potrebbero scegliere di modificare almeno in parte le proprie caratteristiche per evitare qualsiasi blocco o sospensione futura nei Paesi che sceglieranno di adottare queste normative più severe.

Info su Roberto Rossi

Giornalista pubblicista, specializzato in tematiche economiche e valutarie. Appassionato di fintech, è consulente degli investimenti finanziari.

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