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CLASS ACTION FTX

Class action contro FTX | Exchange e finanziatori…

Una nuova class action contro FTX, che questa volta però punta al resto della... cricca?

Il caso FTX sarà una potenziale miniera d’oro anche per gli organizzatori professionali di class action. Ne è stata depositata una proprio 2 giorni fa e vede nel ruolo di accusati non solo quelli di FTX, ma tutti o quasi gli investitori e le banche che hanno offerto capitali e supporto all’exchange, ormai quasi deceduto, di Sam Bankman-Fried.

E ci sono diversi nomi interessanti per chi segue da vicino il mondo legale e finanziario più vicino a quello cripto. Perché oltre ad investitori istituzionali c’è anche una banca bahamiana che è legata a diversi grandi progetti cripto e quel Jean Chalopin coinvolto – almeno in obliquo – in uno dei più grandi scandali che si stavano consumando nel sistema bancario USA.

Non è chiaro quanta forza abbia la class action e non è chiaro se riuscirà o meno ad inchiodare soggetti così potenti. Sembrerebbe però che il mondo cripto e Bitcoin, almeno in termini di prezzo, sia finalmente riuscito a mettersi alle spalle le disavventure legate a FTX. Possiamo investirci con eToroqui puoi ottenere un conto gratuito di prova con CAPITALE VIRTUALE – così da poter testare gli investimenti nel mondo cripto senza correre rischi.

Class Action contro gli “amici” di FTX: ecco cosa è stato depositato

Tutti i soggetti coinvolti a vario titolo e da esterni nel caso FTX finiranno per doversi difendere dalla class action guidata da tal Connor O’Keefe. E ci troviamo all’interno dei nomi importanti, che hanno avuto un ruolo importante nell’ascesa di FTX come exchange. La lista è fitta e include:

  • Deltec Bank e Jean Chalopin

La prima è la banca bahamiana che è tra le poche al mondo a voler fare affari con progetti cripto di un certo spessore economico. Il secondo è il suo comandante in capo – che in molti canzonano per essere stato inventore dell’ispettore Gadget. Qui nella nostra indagine esclusiva troverete maggiori informazioni sia sulla banca, sia invece su chi vi gravita attorno.

Tutti dentro la class action
Tutti dentro
  • Sequoia Capital, Tiger Capital, Sino Global…

Fondi di investimento che hanno le mani in pasta un po’ dappertutto nel mondo cripto e che sarebbero stati citati in giudizio perché, almeno secondo la class action, non potevano non sapere e avrebbero favorito l’ascesa con mezzi poco ortodossi dell’exchange di Sam Bankman-Fried.

  • Altre banche, anche USA

Nella lista di soggetti che la class action vorrebbe coinvolgere ci sono anche banche americane come Signature e Silvergate. E c’è anche quella Farmington Bank che FTX e Alameda avevano praticamente comprato (con investimenti copiosi in una banca con 3 o 4 dipendenti complessivi) e che è legata al figlio del Chalopin di cui sopra, in quella che è stata una delle storie forse più assurde emesse dal crack di FTX.

  • Armanino

E c’è anche Armanino, società di revisione tra le poche, almeno all’apparenza, a lavorare con certe realtà cripto, colpevole di aver confermato conti che poi a posto non erano. Ad onor del vero la posizione di Armanino è piuttosto diversa e andrà indagata in modo più approfondito.

C’è da tremare per chi è coinvolto?

Non necessariamente. Tante class action suonano come eclatanti al momento della presentazione per poi finire con un nulla di fatto, in particolare quando basate più sul sensazionalismo che su fatti concreti. Sarà difficile dimostrare in tribunale che chiunque abbia investito in FTX abbia avuto i mezzi e la conoscenza dei fatti tali da rilevare la truffa in corso.

E sarà altrettanto o forse ancora più difficile dimostrare il fatto che abbiano omesso certi fatti di cui erano a conoscenza. Staremo a vedere: certo è che non tutti si accontenteranno del procedimento penale con 12 capi di imputazione per SBF. In tanti vorranno provare a colpire i suoi sodali, anche di portafoglio.

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