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The Rock Trading, GdF e Procure | Ma Bitcoin SALVA

Bitcoin tirato ancora in mezzo, ma nel disastro The Rock Trading non c'entra assolutamente nulla. Intanto scattano le indagini a Milano e altrove.

La buona notizia è che Bitcoin non sembrerebbe in alcun modo curarsi di quello che sta accadendo dalle parti di The Rock Trading, l’exchange italiano che ieri ha ricevuto una prima visita dalla Guardia di Finanza e i primi capi di imputazione per alcuni dei dirigenti, almeno secondo quanto riportato dalle principali agenzie di stampa italiane.

Una situazione che appariva già compromessa dopo il primo degli annunci di Andrea Medri, CFO dell’ei fu sistema di scambio di Bitcoin e criptovalute e che ora si aggrava ulteriormente con l’arrivo delle procure, della Guardia di Finanza e anche di qualche giornale che sta provando a ricamare, ancora una volta, su Bitcoin.

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Si muove la polizia valutaria: prime indagini e prime accuse per The Rock Trading

La giornata di ieri è stata la prima di una lunga serie di giornate molto movimentate per The Rock Trading e purtroppo anche per gli oltre 30.000 clienti che sono rimasti a secco e che vedono le speranze di rimettere le mai sui loro capitali ridotte al lumicino.

Le prime notizie arrivate ieri sono state quelle relative alle perquisizioni presso la sede principale di Milano e in contemporanea presso quelle secondarie di Genova e Padova. Il Nucleo di Polizia Valutaria inoltre si sarebbe anche occupato di perquisire al fine di ottenere documenti presso un non meglio precisato istituto bancario. La situazione è complicata, il grosso delle informazioni dei principali giornali sono dietro paywall e riteniamo pertanto necessario fare il punto della situazione. Anche per capire cosa c’entri Bitcoin, ancora una volta tirato in ballo senza che c’entri in realtà nulla.

  • Perquisizioni, acquisizioni documentali, sequestri

La Guardia di Finanza ha fatto quello che tutti o quasi si aspettavano. Dopo le perquisizioni nella sede principale dell’exchange ha acquisito documentazione e sequestrato anche supporti informatici. Non è chiaro ancora di cosa fosse a caccia la GdF e tutto lascia presupporre che si tratti di acquisizioni documentali che saranno utili alle indagini.

Arrivano anche le procure
  • Prime ipotesi di reato per i dirigenti

Le perquisizioni hanno anche riguardato le abitazioni private di Andrea Medri, CFO del gruppo e, secondo quanto viene riportato da diverse agenzie di stampa, anche quella di Davide Barbieri, che sulle chat dove si riuniscono alcuni dei clienti era stato dato per (erroneamente?) ormai lontano dalla piattaforma. Le ipotesi di reato contestate dalle procure sarebbero, per il momento, di appropriazione indebita e truffa.

  • Come si procedera di qui in avanti?

Scattano le indagini e ora la palla passerà alla Procura almeno per quanto riguarda le posizioni del CFO Andrea Medri e per quella di altri dirigenti. Estremamente difficile, per non dire impossibile, che possa venire fuori qualcosa dal lavoro matto e disperatissimo che lo stesso Medri aveva annunciato in chat ai suoi clienti. Le speranze di recuperare qualcosa sul breve sono praticamente a zero. Staremo a vedere come evolverà la situazione, partendo dal fatto che sarà necessario saperne di più sia su come si muoveranno le procure, sia su quale sarà il percorso societario di The Rock Trading.

No, Bitcoin non c’entra nulla. E sarebbe il caso di finirla

Capiamo la necessità di scrivere titoli accattivanti – sono queste le regole della stampa moderna governata dai click. Capiamo anche in una certa misura quel desiderio sadomasochista di terrorizzare i propri lettori, o se vogliamo di rinfrancarli con un vedi che avevi ragione? Le novità sono pericolose. Sta di fatto che in questa vicenda, ancora una volta, Bitcoin non c’entra assolutamente nulla. Anzi, chi si è affidato all’impianto tecnologico che Bitcoin offre, che prevede anche l’autocustodia.

Senza voler colpevolizzare – come hanno fatto tanti altri – gli utenti, ribadiamo a gran voce che Bitcoin non ha colpe, non c’entra nulla e che anzi è una scialuppa di salvataggio proprio per certi tipi di situazioni. E infatti la sua value proposition ne esce intatta, basti guardare a quanto sta accadendo sui mercati, che non hanno contestato nulla a $BTC anche dopo questo ennesimo crack.

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E no, colleghi di Repubblica. Da The Rock Trading non sono bloccati <<i conti Bitcoin>>. È bloccato tutto, compresi i vostri amati conti in Euro.

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ghibly79
ghibly79
11 mesi fa

Speriamo che questo giro le indagini siano una cosa seria e che portino a qualcosa di utile, non come le pagliacciate che ho visto negli ultimi anni in questo ambito, tipo il caso Bitgrail dove da un exploit dovuto al block explorer di Nano poco funzionante e conseguente drain dei fondi si è passati alla truffa/appropriazione indebita da parte del ceo, con le indagini che si sono concentrate solo su di lui quando tutti gli elementi puntavano altrove e zero attività investigativa fatta per rintracciare i veri colpevoli. Ci si concentra sui “low hanging fruits” per un po’ di notorietà e qualche articolo al limite del diffamatorio, pubblicato sul sito della procura stessa (!), dove nel titolo si dice praticamente “scovato l’autore della truffa da 120 milioni, è italiano” e poi nel corpo dell’articolo si dice tutt’altro, ovvero che gli hackers non sono ancora stati rintracciati (e non lo saranno mai visto che si sprecano risorse investigative su piste farlocche ma facili). E altre scemenze assortite come “le complicate indagini con sofisticati incroci di dati” per scovare dei bitcoin “su conti esteri” che il ceo cercava di “far sparire” salvo poi scoprire che erano btc depositati proprio su The Rock per venderli, indicati alla procura proprio dallo stesso ceo.
O il caso Postebit, piattaforma che consentiva l’acquisto automatizzato di btc tramite ricarica postepay, che siccome ha ricevuto acquisti da clienti vittime di ransomware, e su alcuni ransowmare chi li spargeva aveva pensato bene di indicare alcuni siti dove procurarsi i bitcoin, tra cui Localbitcoins e appunto Postebit, è stato accusata di aver messo in giro di suo i virus, poi indicandoci sopra ovviamente il link al proprio sito (ovvio, ha senso… xD), perchè “non si accontentava dei soldi dei riscatti, voleva anche mettere una commissione sugli acquisti” (parole del procuratore riferitemi da una delle parti, circa), come se non si potesse semplicemente aggiungere quel 7% di commissione al riscatto.
Cacce alle streghe incredibili e pagliacce, modus operandi da totale armata brancaleone, a livello di macchiette comiche o fiction come Don Matteo (ma senza Don Matteo che arriva a risolvere davvero i casi).
E tante altre cose ancora più idiote di cui ho testimonianza e su cui non mi dilungo, come transazioni di prelievo batch da un exchange con relativo spostamento di ingenti somme in bitcoin (verso molteplici indirizzi) considerate come se quei bitcoin fossero tutti dell’imputato e quindi “gestiva ingenti flussi sconosciuti al fisco e quindi questo prova…” o “usava telegram e whatsapp per non farsi intercettare dalle forze dell’ordine” (cose scritte negli atti!) ecc ecc ecc
Ma sì, speriamo che questa volta le cose andranno diversamente.

Last edited 11 mesi fa by ghibly79