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Bitcoin, l’halving sarà un danno per le altcoin?

L’halving di Bitcoin, l’evento che dimezzerà la ricompensa per i miner, è in programma tra meno di tre settimane. Si tratta evidentemente del più importante evento per le criptovalute in questo periodo ma, nonostante si sia parlato tantissimo di questo appuntamento, c’è un elemento che forse è sfuggito.

Il focus del nostro approfondimento di oggi è destinato a cercare di capire non tanto se – come sembra – l’halving potrà avere un effetto potenzialmente rialzista per Bitcoin, quanto se è vero, come diversi analisti ritengono, che gli altcoin potrebbero essere schiacciati durante l’esplosiva volatilità prevista quando le ricompense per i miner si dimezzeranno.

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Halving Bitcoin, cosa avverrà?

L’halving di Bitcoin è un evento oramai distante pochi giorni e si tratta di una iniziativa incredibilmente importante per l’ecosistema criptovalutario. Un vero e proprio momento di “rottura” nel mercato, i cui risvolti sono quotidianamente oggetto di discussione e di dibattito.

Negli ultimi tempi, gli investitori di criptovalute hanno continuato a sperare che la storia potesse ripetersi. E che dunque, proprio come le ultime due volte che si è verificato l’halving, il dimezzamento 2020 possa causare una corsa rialzista.

Ricordiamo che dopo l’ultimo halving, Bitcoin è salito a quasi 20.000 dollari e ha reso l’asset un nome familiare per moltissime persone, ponendolo sullo stesso piedistallo accanto ad azioni, materie prime, Forex, e altro ancora, come un asset finanziario redditizio a cui investitori e trader possono guardare per ottenere profitti.

E per le altcoin?

Il discorso è un po’ diverso. Questo sottoinsieme più piccolo delle asset class delle criptovalute manca dello stesso livello di accettazione e di adozione di Bitcoin, ed è di natura molto più speculativa. Che succederà allora alle criptovalute alternative?

Cosa accade al comparto altcoin?

Le altcoin sono molto sensibili ai movimenti di prezzo di Bitcoin.

Prendiamo ad esempio quanto avvenuto nel 2019. All’inizio dell’anno, sono state le altcoin come Litecoin a dare il via al rally nei mercati criptovalutari, ma in un secondo momento questi asset hanno subito pesantemente il cambio di direzione, quando il prezzo dei Bitcoin è passato da 3.200 dollari a 14.000 dollari.

Gli investitori sulle altcoin capitolarono in massa, proprio mentre cominciavano a profilarsi preoccupazioni su un panorama normativo in continua evoluzione. L’accettazione di Bitcoin da parte delle autorità di regolamentazione lo aveva infatti reso l’unico asset criptovalutario di cui gli investitori potessero fidarsi. Ne è derivato un flusso di denaro che usciva dal mondo altcoin per arrivare a Bitcoin, contribuendo a causare l’aumento del prezzo della principale criptovaluta per capitalizzazione.

Lo stesso potrebbe accadere ancora una volta se il prezzo del Bitcoin decollasse a causa dell’halving, e si arrivasse a nuovi massimi. Le altcoin, che hanno continuato a rimanere indietro rispetto alla criptovaluta, potrebbero essere ulteriormente messi in difficoltà.

In alternativa, di contro, Bitcoin potrebbe subire un enorme crollo se i miner dovessero improvvisamente farsi prendere dal panico e, dunque, vendere i loro BTC a causa dell’improvviso raddoppio dei costi di produzione.

Guai, però, a pensare che un simile evento potrebbe generare un incremento dei valori delle altcoin! Il crollo dei prezzi dei Bitcoin non è infatti di buon auspicio nemmeno per Ripple & co., e potrebbe causarne una flessione dei valori.

Ma allora in quali condizioni le altcoin potrebbero vedere le loro quotazioni crescere?

Statisticamente, il momento migliore per le altcoin è quando il Bitcoin ha un andamento laterale e manca di volatilità. Una condizione che, però, non è attesa nei prossimi giorni…

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Info su Roberto Rossi

Giornalista pubblicista, specializzato in tematiche economiche e valutarie. Appassionato di fintech, è consulente degli investimenti finanziari.

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