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Bitcoin sotto i 9.000 dollari: lo scenario si fa ribassista o conviene tenere?

Dopo aver recuperato il 5% dai minimi settimanali, ieri sera la forza dei tori di Bitcoin si è nuovamente esaurita. Una debolezza che è culminata in un calo sotto i 9.000 dollari, segnando il prezzo più basso da quattro giorni a questa parte.

Ma lo scenario si è allora fatto ribassista? O è bene tenere dritta la barra verso i propri obiettivi rialzisti?

In questo approfondimento cercheremo di capirlo, tastando anche il polso delle principali community criptovalutarie.

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Bitcoin, la community ora teme il peggio (ma solo sul breve)

In risposta all’ultimo attacco di debolezza dei tori, rispetto ai massimi settimanali di 9.300 dollari, diversi  trader di riferimento nel mondo criptovalutario ha affermato esplicitamente su Twitter che c’è il rischio di un ritracciamento verso la parte bassa del range di 8.000 dollari.

Si tratterebbe però di un movimento di breve o brevissimo termine. I fondamentali stanno infatti supportando una crescita sostenibile di BTC nel medio lungo periodo, e Mike McGlone – senior commodities strategist di Bloomberg Intelligence – ha recentemente dichiarato che gli indicatori chiave stanno supportando la capacità di Bitcoin di sostenere almeno un prezzo di 10.000 dollari.

Tra tali dati fondamentali, si pensi ad esempio alla crescita degli indirizzi Bitcoin attivi, che normalmente si verifica nei mercati rialzisti, in quanto segnala un aumento del numero di utenti. Un’analisi degli indirizzi attivi di BTC all’inizio di questo mese da parte di McGlone ha rilevato che i Bitcoin potrebbero essere scambiati in modo sostenibile fino a 12.000 dollari. Inoltre, c’è un crescente interesse nel mercato dei futures Bitcoin del CME, probabilmente a causa delle mosse di Paul Tudor Jones che commentammo qualche settimana fa.

Info su Roberto Rossi

Giornalista pubblicista, specializzato in tematiche economiche e valutarie. Appassionato di fintech, è consulente degli investimenti finanziari.

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