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SVOLTA IN ARGENTINA

Argentina incontra El Salvador per BITCOIN e CRYPTO. Svolta pro BTC a Buenos Aires? Ecco cosa…

Svolta pro Bitcoin in Argentina? Incontro ai massimi vertici, per parlare di Crypto e Bitcoin

Secondo quanto riportato da fonti governative argentine, c’è stato un incontro tra le autorità di regolamentazione dei mercati di Buenos Aires e la commissione governativa che a El Salvador si occupa di regolamentare il mercato crypto. Sul tavolo non solo la questione Bitcoin, che da El Salvador è stato imposto come valuta avente corso (quasi) legale, ma anche la regolamentazione del resto del settore.

Al contrario dunque di quanto si è letto sui social, l’incontro no è avvenuto soltanto per discutere della famosa Ley Bitcoin che ha aperto a BTC le porte di El Salvador, ma più in generale per saperne di più sulla situazione delle crypto in un paese che ha tentato un approccio per certi versi pioneristico per il mondo crypto.

Un approccio che però, almeno per i cosiddetti VASP, ovvero gli operatori in forma di exchange, è anche un regime di licenze in stile europeo, che prevede l’ottenimento di una licenza prima di poter operare nel paese.

Incontro tra Argentina e El Salvador: si parla di Bitcoin ma non solo

L’incontro è di quelli in grado di entusiasmare tanto gli appassionati di Bitcoin, quanto quelli più in generale appassionati di criptovalute.

Le autorità di vigilanza sui mercati argentine e quelle di El Salvador che si occupano di regolamentazione del mercato crypto si sono infatti incontrate per discutere dei diversi passi fatti proprio da El Salvador nel mercato crypto.

Se è vero che da un lato c’è la Ley Bitcoin che rende $BTC quasi una valuta avente corso legale, dall’altro ci sono restrizioni importanti sia per gli exchange, che devono avere sede nel paese, e sia per chi emette nuovi token e asset digitali, che è sottoposto alle medesime restrizioni.

Nel comunicato di CNV, una sorta di CONSOB argentina, viene proprio specificato che il tema dell’incontro è andato oltre l’adozione di Bitcoin come valuta avente corso legale e si è concentrato anche sulle discussioni sul piano regolamentare di questo mercato.

El Salvador, d’altronde, è stato al centro di investimenti importanti dopo l’apertura a Bitcoin ed è un paese che ha guadagnato non solo in capitali in ingresso, ma anche in visibilità dopo l’apertura a BTC, cosa che probabilmente farà gola al governo Milei, a caccia di stampelle per rilanciare un’economia argentina arrivata alle urne in condizioni pessime.

Chissà se l’ispirazione che trarranno gli specialisti di Buenos Aires arriverà anche alla regolamentazione dei crypto asset e degli exchange seguendo la falsariga di El Salvador.

Un caso che fa scuola? Difficile, almeno a Buenos Aires

Il presidente in carica Javier Milei ha più volte ricordato al pubblico che il suo obiettivo è quello di garantire piena libertà ai suoi cittadini nell’utilizzo di valute nazionali, internazionali o anche crypto.

Si è espresso in passato anche a favore di Ethereum e la sua visione sembrerebbe essere quella di un libero mercato valutario completo, e non appunto dell’imposizione di questa o quella valuta. Anche sulla supposta dollarizzazione che sarebbe dovuta arrivare nel paese, sono stati fatti passi indietro. O meglio, ci si arriverà con un regime di competizione graduale tra diverse valute.

L’incontro, dunque, va forse ridimensionato, almeno rispetto a quanto hanno scritto i soliti sui social.

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