Perché tutti sono tornati a parlare di minaccia quantum per Bitcoin? In via generale perché il quantum computing sta procedendo a ritmi più elevati delle previsioni. In secondo luogo perché ai bitcoiner piace tanto litigare. In terzo luogo perché siamo disperatamente alla ricerca di narrative che spieghino il cattivo momento dei mercati. Ma c’è del concreto? Oppure siamo ancora nella terra dei litigi che si fanno più per noia che perché abbiamo posizioni diverse?
La risposta sta nel mezzo. C’è una “minaccia quantum”, ma è molto meno ampia, negli scopi e nei possibili effetti, di quanto raccontino certi. Si dovrà fare qualcosa? Probabilmente sì. Abbiamo del tempo? Sì. Si dovranno prendere delle decisioni non facili? Ancora una volta, sì.
Una breve premessa
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- Il Quantum Computing non può sfasciare Bitcoin
Ciò che il Quantum Computing (lettera grande in segno di rispetto) può fare è ricavare le chiavi private dalle chiavi pubbliche. È un problema che riguarda un ristretto numero di indirizzi per due ordini di motivi.
Se un “indirizzo” non ha effettuato transazioni in uscita, è tranquillo. In altri casi però teoricamente i quantum computer potrebbero derivare la chiave privata e dunque firmare transazioni a loro beneficio.
Detta in modo più semplice: tutti avranno la possibilità, se il problema dovesse presentarsi, di spostare tutto verso un nuovo indirizzo che sarà eventualmente quantum resistant, ovvero che non potrà essere attaccato da queste tecnologie future.
Dov’è il problema allora?
- Alcuni indirizzi di vecchia generazione…
Esponevano le chiavi pubbliche, il che rende il gioco dei quantum computer molto facile. Sì, ma possono spostare i Bitcoin che hanno in cassa, no? Sì, ma non sempre.
- Cosa fare, quando arriverà il momento, dei Bitcoin non spostati?
Questo vale per il grosso dei Bitcoin di Satoshi, per tanti Bitcoin che si danno per persi (il proprietario non ha più le chiavi private) e per una quantità per ora difficile da definire di $BTC. Perché ci preoccupa? Perché la prima entità che metterà le mani su una tecnologia di questo tipo, potrà accedere a una quantità enorme di Bitcoin. Rubarli, nel senso stretto del termine, per poi eventualmente riversarli sul mercato.
Più in breve
- La soluzione c’è
- Non è detto che tutti la possano adottare
- C’è una grande quantità di Bitcoin a rischio
E che valore può avere un sistema dove il 5%, il 10% degli asset può essere rubato?
La scelta tra due alternative non facili
Si potranno a quel punto compiere due scelte: congelare dall’arrivo della minaccia in poi tutti i Bitcoin “esposti”. Vengono semplicemente rimossi dalla circolazione per “consenso”, creando però un brutto precedente. Ovvero procedere d’imperio per dei sequestri, che è un po’ l’antitesi di Bitcoin e della sua filosofia.
Si potrà in alternativa far finta di nulla riguardo quei Bitcoin e decidere di lasciarli in circolazione. Si incassa il colpo e tecnicamente si riparte.
Ciascuna delle due decisioni ha dei pro e dei contro e con ogni probabilità si dovrà, un giorno, affrontare.
Polemiche inutili
Ci sono delle polemiche che possono essere costruttive e delle polemiche invece di una rara inutilità. Una di queste riguarda l’inazione degli sviluppatori, che a detta di qualcuno non starebbero prendendo sul serio il problema.
Non è così: si dibatte dell’eventualità quantum da tempo, ci sono soluzioni, andranno prese decisioni. Per ora c’è tempo a sufficienza. È vero che alcuni protocolli si sono già mossi o stanno iniziando a muoversi, ma per tutta una serie di ragioni, le cose nel mondo di Bitcoin sono più complicate.
Wall Street ha paura?
Abbiamo letto tanti tweet di personaggi molto in vista che hanno raccontato di fondi e investitori di Wall Street che sarebbero preoccupatissimi dall’attacco quantum a Bitcoin.
Crediamo – ma il tempo potrà certamente smentirci – che si tratti di esagerazioni che chi ha un minimo di conoscenza della storia dovrebbe prendere tali affermazioni con le pinze.
Catone si presentò in Senato con una cesta di fichi freschi, dicendo che erano stati colti a Cartagine, a testimoniare quanto fosse vicina la più grande minaccia per Roma. Lo fece per raccogliere consensi per una guerra, avendo poi ragione nel dibattito politico che la anticipò. Non è chiaro se chi racconta storie forse non troppo vere stia cercando di salvare – a suo modo di vedere le cose – il mondo, aggiungendoci un pizzico di fantasia, proprio come Catone.
Devo preoccuparmi?
No. L’evento è nel migliore dei casi remoto e la decisione dovrà essere presa tra tempo. Non è assolutamente detto che la cosa costerà qualcosa al prezzo di Bitcoin.
Talvolta la migliore azione, soprattutto mentre tutti stanno perdendo il senno, è l’inazione.
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Scusate ma la vostre previsioni e analisi,pur sempre interessanti, variano completamente giorno per giorno,adesso è una tale Lemmis che occupa la scena e domani sarà il temibile “Quantum”? Boh…chi si è avvicinato al mondo cripto ha bisogno di una guida sicura e di consigli affidabili per non perdersi in un futuro tempestoso e incerto.