Arriva un’apertura al mondo crypto e al mining di Bitcoin anche dal Turkmenistan, economia non esattamente esempio di libero mercato, segnale inequivocabile del fatto che in Asia Centrale il terreno starebbe diventando sempre più fertile per questo tipo di tecnologie. Si tratta ad ogni modo di un’apertura parziale: il mining diventa legale e si potrà fare in modo libero trading di criptovalute, ma non utilizzarle come metodo di pagamento.
La legge, che era stata firmata a fine novembre dal presidente Serdar Berdymukhamedov, sarà dunque pienamente operativa e permetterà ad una delle economie più controllate del pianeta – di aprirsi a certe attività. Per il momento non è chiaro se alcune delle aziende che magari operavano già nell’area hanno deciso di trasferirsi in Turkmenistan, paese che è estremamente ricco di gas naturale e che dunque potrebbe offrire energia a basso costo, dato il surplus energetico di cui gode il paese.
Accordi particolari?
Diversi degli stati dell’area si sono mossi negli ultimi mesi nel verso di una maggiore apertura al settore. Una maggiore apertura che arriva anche grazie ad accordi particolari – e non generali – con alcuni dei top operatori del settore. Nell’area, come era già avvenuto in passato per Uzbekistan e Kazakistan, interessano principalmente i surplus energetici che permetterebbero di effettuare operazioni di mining su Bitcoin con costi operativi ridotti.
Operazioni di mining che però in passato, dopo essersi installate in paesi limitrofi, hanno dovuto essere interrotte proprio per il cambio di leggi che le governavano. Una situazione relativamente complessa e che rende comunque instabili certi investimenti nell’area, che queste nuove leggi del Turkmenistan vorrebbero attirare.
Ne sapremo di più quasi sicuramente nel corso dei prossimi giorni, quando dovrebbero emergere eventuali accordi per il mining in un’area che per l’appunto è dotata di importanti surplus di energia. Surplus che altrove sono utilizzati proprio per le operazioni di mining.
Mining sempre più USA-centrico
Tutto questo mentre dazi e aperture al comparto stanno rendendo il mining di Bitcoin – almeno quello emerso e “ufficiale” – sempre di più una questione americana.
Cosa che probabilmente però cambierà a breve, dato l’interesse che in diversi tra gli altri stati stanno manifestando per questo tipo di attività. Quanto avvenuto in Turkmenistan è un segnale forte di quello che potrebbe essere un trend sempre più importante nel 2026, soprattutto nel caso in cui il prezzo di Bitcoin dovesse tornare a salire.
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