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1.000 miliardi da maggio a oggi: New York su Bitcoin e Ethereum ormai DOMINA

Il trading di ETF crypto negli USA ha superato il valore cumulativo di 2.000 miliardi di dollari, con i “secondi” 1.000 miliardi che hanno impiegato la metà del tempo dei primi 1.000 miliardi. Un segnale forte che indica come questi prodotti – al netto di un 2025 non brillante in termini di prezzo – siano diventati centrali nel mondo di Bitcoin e crypto e – cosa più importante – come guidino una parte non più ignorabile delle contrattazioni, in particolare durante la sessione americana.

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Il dato è stato diffuso da The Block ed è da considerarsi come affidabile in quanto appunto ricavato dai dati ufficiali degli scambi. I secondi 1.000 miliardi sono stati raggiunti nel periodo che va dal 6 maggio 2025 al 2 gennaio 2026.

Non solo inflow, che sono comunque di grande importanza

Non sono dunque soltanto i numeri sugli inflow a rendere così rilevanti questi prodotti. Abbiamo infatti da un lato una crescita enorme per quanto riguarda il valore che questi ETF custodiscono, dall’altro invece una quantità di volumi ben più rilevante, che segnala come possano considerarsi ormai dei mercati maturi.

Una parte – di enorme rilevanza – degli scambi su quello che è ancora uno sparuto numero di crypto (Bitcoin, ma anche Ethereum e poche altre che sono arrivate a fine anno) avviene su mercati regolamentati e direttamente in borsa.

Circa il 70% degli scambi è avvenuto, per volumi, su $IBIT di BlackRock, l’ETF su Bitcoin più di successo di tutti e che si è trasformato dal lancio nell’ETF più di successo di sempre (compresi gli ETF non dedicati alle crypto.)

Che tipo di segnale è per il mercato?

È il segnale di un cambiamento molto profondo, che riguarda il modo in cui gli stessi mercati sono organizzati e anche la tipologia di partecipanti. È assolutamente indubbio infatti che ci sia stato un trasferimento di trattative dagli exchange tradizionali alle piazze di New York, almeno a guardare questi volumi.

Comandano il prezzo? Non necessariamente, anche se in periodi di trattative molto fiacche come quelle alle quali abbiamo assistito nel corso delle ultime settimane, può essere proprio la sessione americana – e certi movimenti sugli ETF – a condizionare il prezzo in modo più importante.

Rimane però un segnale di maturazione molto importante, che forse in pochi avrebbero immaginato a inizio 2024, quando questi prodotti sono stati lanciati.

Per la cronaca, si tratta di volumi più importanti di quelli spot dei principali exchange di criptovalute.

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daniele roncolato
daniele roncolato
6 ore fa

bravi con i soldi dei poveri