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Ripple, Circle con BNY Mellon: partono i depositi tokenizzati

Un'avventura su una chain privata, ma che è un po' simbolo dei tempi.

BNY Mellon, uno dei più importanti gruppi bancari del mondo, ha avviato le operazioni di tokenizzazione dei depositi per almeno sei dei suoi clienti principali, secondo quanto è stato riportato da Bloomberg. Si tratta di una delle possibili alternative al mondo stablecoin duro e puro – e tra le altre cose quello che sia le banche centrali, sia le banche commerciali troverebbero preferibile.

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Quando parliamo infatti di depositi tokenizzati parliamo di token che rappresentano un deposito presso la banca – simile a quanto facciamo depositando sul nostro conto corrente – senza che ci siano differenze di funzionamento da quest’ultimo, se non in termini di trasferibilità. Una differenza sostanziale che evita anche quel funzionamento in stile narrow banking che invece preoccupa, in merito alle stablecoin, tutte le principali autorità.

C’è anche Circle nella fase di test, insieme a Ripple

Sono in realtà già due gli operatori che arrivano dal mercato crypto e che hanno preso parte alla fase di test. Ci sono infatti sia Circle – che parallelamente si occupa dell’emissione di USDC, la seconda stablecoin per capitalizzazione di mercato, e c’è anche Ripple, anche se in forma societaria e tramite la sua Ripple Prime, società che si occupa di settlement e di servizi di prime broker sui mercati tradizionali, servizi che arrivano dall’acquisizione lo scorso anno di Hidden Road per una cifra record.

Cominciando con il flow di margini e collaterali, questo lancio estende le capacità cash di BNY creando un book on-chain che rappresenta i depositi dei clienti contro la banca.

  • Ma su quale chain?

Secondo il comunicato tutto avviene sulla blockchain permissioned e privata di BNY, in una soluzione tecnologica che assomiglia a quella di JPMorgan, che gestisce un suo ecosistema simile che è già attivo da tempo.

Dante Disparte di Circle si è detto entusiasta dell’iniziativa:

Diamo il benvenuto al supporto di BNY per un ecosistema finanziario che funziona sempre, ai pagamenti in stablecoin come USDC e anche al denaro tokenizzato.

Sullo stesso tono anche i commenti di Digital Asset, Citadel, Anchorage, DRW e Galaxy. Al progetto sembrerebbero inoltre aver partecipato anche WisdomTree, Talos, StoneX Digital e zerohash, senza che però siano per il momento disponibili dettagli tecnici dell’operazione.

Cosa cambia adesso?

In realtà poco: siamo in una fase ancora esplorativa per le banche, che stanno cercando di testare quante più tecnologie possibili in questo spazio – con diverse società però attive nel mondo stablecoin che sono ormai diventate delle interlocutrici preferenziali anche per il comparto bancario. Si tratta nel complesso di una decisione molto interessante, quella di BNY, che però è al tempo stesso in controtendenza.

Il grosso dei grandi istituti bancari mondiali sta infatti sperimentando nel settore dei pagamenti via stablecoin, per un movimento che ha ormai travolto anche l’Europa, dove c’è però ancora l’incognita euro digitale.

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