Un modello che guarda molto lontano. E che guarda anche molto alto in termini di prezzo. VanEck, specialista di fondi (anche crypto, da qualche tempo) ha infatti pubblicato una lunga ricerca dove indica non solo un target di prezzo molto elevato, ma anche un’analisi delle condizioni che si dovranno soddisfare affinché si arrivi a suddetti target. Per gli investitori in Bitcoin si tratta comunque di un’incoraggiante analisi sul ruolo che $BTC potrà avere anche negli anni futuri.
Il framework è di lungo periodo e punta su Bitcoin a 2,9 milioni per singolo coin per il 2025. La data è lontana, il target anche, ma l’analisi è così dettagliata da meritarsi senza dubbio alcuno un ulteriore approfondimento.
Bitcoin: un’analisi di lungo periodo
L’analisi è firmata da Matthew Sigel, che abbiamo avuto anche come ospite sul nostro Canale YouTube – qui l’intervista – specialista di asset digitali per uno dei gestori di fondi più importanti al mondo (anche e soprattutto nel mondo degli asset tradizionali. L’analisi completa invece si può leggere qui e riporteremo qui per sommi capi gli aspetti più interessanti.

- Target
Il caso base ovvero quello intermedio per questo tipo di analisi, è su un orizzonte di 25 anni a 2,9 milioni di dollari per singolo coin. Si tratta di una crescita molto importante, alla quale si arriva però applicando una sorta di modello nuovo. Modello nuovo che offre però, come vedremo tra poco, un range di previsioni molto vasto.
- Liquidità e dollaro come driver di correlazione
Scrive VanEck che il perché è molto più importante del cosa nella costruzione di un portafoglio. E il gruppo si spinge addirittura ad affermare che:
Al contrario della narrativa popolare che vede Bitcoin come una tech beta a leva [ovvero in correlazione moltiplicata con le azioni tech, NDR], la nostra analisi regressiva conferma che Bitcoin si comporta da spugna che assorbe la liquidità.
E dunque al crescere della base monetaria sulla scala globale, Bitcoin non potrà che continuare a crescere. Secondo il gruppo, tuttavia, la correlazione inversa con il DXY, ovvero con l’indice che rappresenta le performance del dollaro, andrà lentamente a normalizzarsi e moderarsi.
Il ruolo di Bitcoin nei portafogli
Interessante anche come il gruppo vede Bitcoin all’interno di portafogli più strutturati:
- Allocazione strategica: allocazione di 1-3% nei portafogli diversificati;
- Ottimizzazione: per gli investitori con una tolleranza al rischio più elevata, fino al 20% può migliorare lo Sharpe ratio.
Sono tutti temi che finiremo per analizzare poi più approfonditamente in una serie di guide e analisi che pubblicheremo nei prossimi giorni, e che parleranno anche di allocazione e di certi strumenti che possiamo utilizzare per valutarla in modo corretto rispetto ai rischi che siamo disposti a correre e anche in considerazione della mutata natura di BTC.
Intanto da Wall Street…
Sul breve periodo però continua una fuga di capitali dagli ETF Bitcoin, che chiudono la quarta sessione consecutiva in rosso in termini di inflow.

Nella giornata di venerdì abbiamo avuto 250 milioni in uscita, segnale però più di certe preoccupazioni da parte delle borse in generale nei confronti degli asset risk on, che di altro. Vedremo se con i dati che arrivano dall’economia e che presentano un quadro forse meno fosco di quanto ci si aspettasse, potremo tornare a crescere.
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