Il 2026 sarà un anno molto importante in Giappone per il mondo Bitcoin e crypto. Finalmente infatti gli asset digitali saranno trattati da asset finanziari pieni, cosa che ha dei risvolti enormi in termini di tassazione. La lista sarà chiusa, nel senso che sarà fornita una lista (che può essere aggiornata) di asset che rienteranno nella categoria. Si parla di un centinaio di crypto – il top del mercato – per una svolta dalle conseguenze importanti.
Ad oggi infatti in Giappone il trattamento delle crypto e di Bitcoin è fiscalmente uguale a quello del reddito da lavoro, il che vuol dire che è sottoposto a tassazione progressiva fino al 55%.
Cosa cambierà in Giappone?
Il programma del cambiamento è stato portato avanti da FSA, l’omologa di CONSOB in Giappone, che ha proposto di riclassificare un centinaio di asset digitali – a partire da Bitcoin come asset da investimento classici. Questo vuol dire portarne innanzitutto la disciplina all’interno di quella più ampia degli asset/capitali di investimento e dunque anche in un altro tipo di regime fiscale.
Si passa da un regime che oggi rientra all’interno dell’imposta nazionale sul reddito – che arriva fino ad un massio del 45% + 10% flat per le amministrazioni locali ad un 20% flat.
A pagare di più saranno soltanto coloro i quali si trovano a pagare imposte su redditi inferiori a 1,95 milioni di yen (circa 12.000€ annui), i quali ad oggi pagano circa il 5+10%.
Si tratterà di un passaggio importante anche in termini di sfruttamento di eventuali minusvalenze per questioni di riduzione del carico fiscale.
Occhio a Metaplanet
Sarà interessante vedere anche quanto impatterà – la questione – su Metaplanet – società che è una sorta di Strategy ma incorporata in Giappone e che investe il 100% del suo capitale in Bitcoin.
Ad oggi è più conveniente (anche se non sempre segue il prezzo di Bitcoin) perché offre strumenti (le azioni) che in Giappone sono tassate al 20%. Metaplanet ha approfittato, per raccogliere capitali, anche di questa anomalia giapponese (che in realtà vige ancora in diversi altri paesi).
Vedremo se il titolo finirà per risentire, in quello che è stato comunque un anno pessimo per questo tipo di attività, anche per quelle più solide come appunto è Metaplanet.
Apertura anche a banche?
Probabilmente sì, dato che è un altro dei progetti che ora interessano il nuovo governo giapponese, che vorrebbe allinearsi (dati anche gli ottimi rapporti) con quanto sta avvenendo negli USA.
Quella giapponese – benché se ne parli soltanto quando i bond sono sotto stress – rimane una piazza di enorme rilevanza, e quelle che abbiamo comunicato all’interno di questo specifico approfondimento delle misure che sono decisamente bullish per il mercato delle criptovalute e di Bitcoin.
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