I mercati non credono all’azione del DoJ contro Jerome Powell e più in generale Federal Reserve. Dei bond vigilante, invocati ogniqualvolta il Presidente fa qualcosa di bizzarro, non vi è traccia. E tutto sommato anche il resto dei mercati sta ignorando la notizia, mentre il livello di pettegolezzo è ai massimi storici. In questo approfondimento ci occuperemo di analizzare cosa sta succedendo davvero e – almeno in queste prime ore – quali sono state le reazioni dei mercati e cosa potrebbero voler dire.
Fermi anche i principali indici della borsa USA, che a un paio d’ore dall’apertura dei mercati rimangono molto cauti, per una giornata che più noiosa non si può. Bene comunque l’oro – e bene anche Bitcoin, bene Solana e più in generale il resto del comparto. Una possibile lettura per una giornata così bizzarra c’è – e ci preoccuperemo di offrirvela nell’approfondimento che segue.
I mercati non credono alle conseguenze minacciate da…
Dal grosso degli analisti. Con il Dipartimento di Giustizia che ha servito una subpoena a Fed e che Jerome Powell ha interpretato come ingerenze politiche nell’operato della banca centrale, gli analisti hanno sottolineato come questo potrebbe rappresentare:
- Un altro duro colpo all’indipendenza di Federal Reserve;
- Un acuirsi dello scontro politico dai risultati incerti;
- Un motivo per avere un Jerome Powell ancora più restio ai tagli da qui alla fine del suo mandato.
Quasi tutte le questioni di cui sopra sembrerebbero essere state bellamente ignorate dai mercati.
- Bond tutto sommato invariati
Chi si aspettava l’intervento dei cosiddetti bond vigilante a mercati USA aperti è stato smentito. Al netto di 2 punti base di aumento degli yield sul secondario nel cuore della notte – a borse ancora chiuse – poco dopo che Jerome Powell ha diffuso il suo video di accuse – i bond sono rimasti tutto sommato fermi.
Questo vuol dire che i mercati, almeno per adesso, non si aspettano grosse modifiche alla politica monetaria degli Stati Uniti, né che la questione DOJ vs FED avrà delle conseguenze.

- Azionario cauto
L’azionario invece apre la settimana in modo piuttosto cauto, con i prezzi di apertura che sono tutto sommato rimasti quelli attuali, senza grossi scossoni.
Bene invece le azioni crypto, con MSTR, ma soprattutto le aziende del giro del mining che guadagnano percentuali importanti. $IREN fa +8%, CIFR fa 5,4%, CLSK +4,5% per una giornata che compre almeno in parte le correzioni della settimana passata.
- Bitcoin e crypto ok
Per quanto modesti, ci sono stati dei gain dall’apertura delle borse USA su tutte le principali criptovalute, a partire da Bitcoin. No, attribuire una tesi di trasformazione in porto sicuro nella tempesta che ci attende da Fed appare come eccessivo.
Con ogni probabilità, almeno in parte, le reazioni positive dipendono anche da qualche timido passo avanti che si sta facendo per il gruppo di leggi che dovrà necessariamente governare il mondo delle criptovalute negli States.
Tassi: cosa dicono le previsioni aggiornate?
Ci sono state tante letture romanzate della realtà riguardo le prossime mosse di Federal Reserve / FOMC in merito ai tassi. Qualcuno ha parlato di potenziale ripicca da parte della banca centrale, che finirebbe per negare qualunque tipo di taglio da qui alla fine del mandato di Jerome Powell.
- Il dato
Il dato in realtà è – nella forma diffusa da Fed Watchtool – assolutamente in linea con quanto avevamo già venerdì – quando il taglio veniva prezzato al 4,4%. Oggi siamo al 5%, per una differenza che può essere ampiamente ignorata.

E se i mercati…
Difficile aspettarsi un’escalation a stretto giro. Trump ha negato di essere a conoscenza preventivamente delle azioni del Dipartimento di Giustizia e anche di averle indirizzate. Intanto vengono fuori nuovi nomi per la successione a Powell.
Sarà una situazione che seguiremo molto da vicino anche nei prossimi giorni – in attesa di un’eventuale reazione dei mercati che però per il momento manca.
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