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STATE STREET

Anche il gigante degli ETF si arrende: blockchain e tokenizzazione per il futuro dei fondi

Wall Street ormai è tutta sulla stessa barca, volente o nolente.

Ormai non manca più nessuno, e aspettando abbastanza probabilmente vedremo anche i due leocorni. Anche State Street infatti offrirà asset tokenizzati, almeno secondo quanto è stato riportato da Bloomberg. Dato che si parla di uno dei gestori di fondi più importanti al mondo, non è una notizia da poco, dopo che nel settore hanno già iniziato a operare BlackRock, Franklin Templeton, JPMorgan, Morgan Stanley e tanti altri.

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State Street espanderà la sua offerta di prodotti con lo sviluppo di fondi tradizionali e fondi money market, ETF e altri tipi di prodotti come i depositi tokenizzati, trend quest’ultimo del quale continueremo a sentire parlare molto a lungo.

Nessun ETF sulle crypto, ma ETF tokenizzati

Per ora State Street, che gestisce tra le altre cose gli ETF SPDR, non emetterà ETF su Bitcoin o su altre criptovalute. Nonostante nel settore sia recentemente entrata anche Morgan Stanley (indicando così la presenza di uno spazio ulteriore per inserirsi), State Street ne rimarrà fuori. Al gruppo interessa altro, ed è uno dei trend più forti che vedremo svilupparsi nel corso del 2026.

È il trend della tokenizzazione degli asset finanziari, un comparto sul quale già operano BlackRock e altri gestori di alto profilo e che, anche grazie alla spinta di SEC, sarà una sorta di nuova piattaforma impossibile da evitare anche per chi non è poi così interessato a entrarvi.

Il nostro speciale sulla tokenizzazione

Cosa lancerà State Street? Fondi privati, fondi money market, ETF e altri prodotti finanziari che potranno essere commercializzati in doppia forma (come BUIDL di BlackRock), così come prodotti probabilmente puri.

Interessante anche il fatto che Bloomberg parli di depositi tokenizzati, un trend che offre un’alternativa al dominio stablecoin nel settore dei pagamenti onchain e che, tra le altre cose, è maggiormente percorribile sia per le principali banche commerciali, sia per FDIC e Fed.

Anche BNY Mellon si è attivata in tal senso, e in aggiunta diversi progetti pilota in Europa fanno riferimento proprio a questa alternativa.

Nessuno potrà rimanerne fuori

Ad ogni modo nessuno riuscirà a tenersi fuori dal trend della tokenizzazione, che non è soltanto una questione di voler scegliere una tecnologia, ma piuttosto di dover seguire necessariamente quella che appare come una sorta di evoluzione delle infrastrutture di mercato attuali.

Con l’arrivo di State Street, che è stata una delle poche società di Wall Street di spessore a rimanere lontana dal settore, si chiude una sorta di cerchio. E di scettici ce ne saranno sempre meno.

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