È stata, per i prodotti quotati in borsa a tema crypto (ovvero per gli ETF), la migliore settimana da ottobre 2025, ovvero da prima degli eventi del 10 di quell’orribile mese. Un buon segnale, che sarebbe stato ancora migliore senza gli outflow di venerdì da diversi ETF Bitcoin e che in molti stanno interpretando come segnale di potenziale grande ottimismo in ritorno sui mercati. Questo al netto di certe situazioni geopolitiche che si stanno sviluppando dal weekend.
Una settimana dunque positiva, come in realtà ve l’avevamo già raccontata giorno per giorno proprio sulle pagine di questa testata – e che merita un ulteriore approfondimento.
La migliore da ottobre
È il primo dato scaccia-paura. La settimana che si è appena conclusa per gli ETF è la migliore in termini di inflow dalla prima di ottobre, quella che aveva visto Bitcoin segnare nuovi massimi e che fu poi bruscamente interrotta dagli eventi del 10 ottobre. Il report settimanale di CoinShares indica infatti più di 2,17 miliardi di dollari in entrata in questo tipo di prodotti.

A dominare è ancora Bitcoin, che porta a casa più della metà dei capitali in entrata (+1,55 miliardi di dollari), il grosso dei quali incamerati, ancora una volta, da iShares di BlackRock (+1,28 miliardi di dollari).
Bene anche Ethereum, che in cinque giorni di trattative complete riesce a portare a casa 496 milioni di dollari. Per le alt domina Ripple $XRP (+69,5 milioni di dollari), seguito da Solana, con $SOL che ha avuto afflussi di capitale per 45,5 milioni di dollari. Fondamentalmente fermi tutti gli altri, con l’unica categoria in negativo che è quella dei multi-asset, che hanno perso 12,5 milioni di dollari di capitalizzazione.
Una situazione complessivamente positiva, che è appunto la migliore da ottobre a questa parte e che ha segnalato un ritorno di un certo appetito per il rischio da parte dei mercati tradizionali.
L’incognita della settimana che si apre oggi
Ci sono poche possibilità di vedere la settimana in corso migliorare questi ottimi numeri. Non solo oggi non ci sarà infatti trading negli Stati Uniti – con le piazze chiuse per il Martin Luther King Day, ma ci sono anche preoccupazioni di natura geopolitica che hanno spinto i mercati in apertura a uno scarico dei crypto asset.
Nel caso in cui la settimana in corso dovesse confermare comunque degli afflussi positivi, potremmo parlare di segnale chiaro nei confronti di crypto trader che continuano a essere più scettici delle controparti istituzionali.
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