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Crollo crypto affossa Ethereum, Monero, ICP e Hype. Male le altre. Politica picchia duro

Sessione USA apre con il botto negativo. Male tutti gli indici, crypto fanno peggio.

La sessione americana si apre in rosso per il grosso degli asset risk on, con l’oro che punta dritto ad un nuovo record e tutte le principali borse in profondo rosso. A poco serve la notizia del rinvio (ennesimo) della decisione della Corte Suprema sui dazi di Trump. Di calma ce n’è poca, si è ripiombati nel pieno della paura – e più in generale di voglia di incastrarsi su asset volatili sembra che ce ne sia poca. Nel mondo crypto pagano il prezzo più alto gli asset che meglio avevano performato negli ultimi giorni, più Ethereum.

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Situazione dunque preoccupante, anche se almeno per le top del comparto lontano dall’essere al di fuori dei movimenti possibili anche in una situazione di relativa normalità. A pesare è non soltanto la situazione tra USA e Europa, ma anche una più ampia incertezza che starebbe emergendo anche tra i partner europei, e in particolare tra Francia e Germania, almeno secondo le cronache che arrivano dagli USA.

Malissimo Monero $XMR, male ICP e anche Ethereum

Sono in diverse le crypto che lasciano sul terreno livelli di prezzo importanti. La peggiore in top 100 è Monero, che pur aveva continuato a giovarsi di una narrativa pro-privacy che è poi la stessa che ha portato nelle ultime settimane ZCash più volte ai massimi. Legge del gol mangiato, gol subito. O del più si sale in tempi brevi, più vigorose si fanno poi le correzioni quando c’è da… correggere.

Assurda o quasi la situazione in top 10, dove è Ethereum a brillare in negativo, con perdite superiori al 5,5% durante le ultime 24 ore – e che a fatica tiene i 3.000$, soglia tanto tecnica quanto psicologica. Ci saranno poi altre considerazioni da fare più avanti, una volta che arriveranno i dati degli ETF domani, per capire in modo più ampio se dietro questo crollo c’è stato anche un potente scarico da parte di Wall Street.

Per il resto fanno male un po’ tutte, con Bitcoin che rimane con una certa fatica sopra i 90.000$ (dopo averli superati al ribasso per qualche minuto), con Ripple che è sotto i 2 dollari e $SOL di Solana che perde il 4,2% e viaggia poco sopra i 125$.

Serviranno segnali importanti da parte della politica

Segnali che dovrebbero essere di un chiaro superamento di certe divisioni, che per ora sembra si stiano moltiplicando. Non esiste più infatti soltanto la questione Groenlandia – qui il nostro Alex sul tema – tra USA e UE ma anche un conflitto aperto interno all’Europa sulle modalità e sull’eventuale forza della reazione da opporre al tentativo di Trump di aggiudicarsi la Groenlandia.

Sono tutti a Davos – e dunque avranno tempo di parlarsi, se vorranno. In ballo c’è qualcosa, non ce ne vogliano coloro i quali stanno magari facendo i conti con perdite importanti, qualcosa di più importante dei movimenti del mercato di breve periodo.

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