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Bitcoin CAMBIA MANI: chi sta davvero controllando il mercato oggi?

Chi sta guidando Bitcoin ad oggi? in questa analisi trovate la risposta, che non è più scontata come lo era in passato

Dall’analisi on-chain di Bitcoin emergono segnali sempre più chiari di un cambiamento strutturale nella distribuzione del capitale e del controllo economico sul mercato. Da sempre lo studio dei flussi di investimento racconta come la supply della criptovaluta tende a passare dalle mani deboli a quelle più forti, con i long-term holders che tendono ad accumulare a discapito della controparte short-term.

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Questo assunto rimane certamente ancora valido ma emerge allo stesso tempo un’evoluzione più profonda delle dinamiche relative al trasferimento del valore economico di Bitcoin, che va oltre la semplice contrapposizione tra detentori di breve e lungo periodo. Sarà perché nell’ultimo periodo molti istituzionali sono saliti sul carro, o sarà perché semplicemente l’atteggiamento degli investitori sta cambiando: fatto sta che rispetto ai cicli precedenti, c’è qualcosa di anomalo.

Distribuzione della supply di Bitcoin: short-term contro long-term

Chi ci legge da tempo sa benissimo come una branca dell’analisi on-chain distingue gli investitori di Bitcoin in base al tempo di detenzione delle monete. Da una parte abbiamo gli short-term holder, descritti come coloro che hanno movimentato coins negli ultimi 155 giorni (con una fascia di transizione di 10 giorni), dall’altra i long-term holders che sono classificati per un’attività oltre i 155 giorni.

Nel corso dei vecchi cicli di mercato, questa distinzione ha storicamente aiutato a comprendere come la supply della criptovaluta tenda a spostarsi progressivamente dalle mani più frenetiche degli short-term a quelle più pazienti dei long-term, accompagnando le fasi di accumulazione e distribuzione. Guardiamo ad esempio come è cambiato il bilancio complessivo degli STH nel tempo, in particolare dal 2018 in poi.

STH Bitcoin
STH BitcoinFonte dati: https://studio.glassnode.com

Ed ora osserviamo invece come il bilancio di Bitcoin in mano agli LTH tenda a crescere in maniera più o meno costante, con una notevole accelerazione a partire dal 2018. Questo si spiega con il fatto che chi è più intenzionato all’hodling di lungo periodo vuole accumulare sempre più monete nel tempo, mentre chi vuole speculare nel breve termine tende ciclicamente a cedere la propria supply.

Al momento gli short term hanno attualmente 2,43 milioni di BTC, mentre i long term vantano ben 14,56 milioni di BTC. 

LTH Bitcoin
LTH BitcoinFonte dati: https://studio.glassnode.com

Come si muove la supply di Bitcoin tra bear e bull market?

Ovviamente, sebbene su un orizzonte ampio la supply di Bitcoin finisce mano a mano sempre più nelle tasche degli LTH, c’è comunque da specificare che durante i vari cicli bull/bear le monete si muovono in modo particolarmente attivo anche nelle mani degli STH. In genere nelle fasi ribassiste, gli LTH accumulano di più, mentre in prossimità dei top o nelle fasi conclusive dei rally, gli STH diventano più interessati a Bitcoin.

Non a caso nell’analisi on-chain si predilige un’interpretazione in cui gli short-term sono visti come quelli che “comprano alto e vendono basso”, mentre i long-term fanno esattamente l’opposto. Possiamo capire bene questa dinamica a livello visivo osservando la metrica “Bitcoin: Supply Cohorts Redistribution 90-day Change”, in cui banalmente si guarda a come cambia il loro bilancio in un periodo di 90 giorni.

Primo campanello d’allarme che evidenzia un cambiamento ciclico: rispetto a come quasi sempre avvenuto, l’ultima leg up dell’estate 2025 è stata accompagnata da una supply LTH in crescita. Seconda questione: da settembre in poi si è appiattito questo gap, anche se è già successo in passato, come nel bear market 2022.

Redistribuzione supply Bitcoin
Redistribuzione supply BitcoinFonte dati: https://studio.glassnode.com

Come sta cambiando il controllo economico sui prezzi di BTC?

Quanto appena visto ci spiega come tende a distribuirsi la supply, ma non ci fornisce informazioni utili su chi sta effettivamente influenzando il prezzo di Bitcoin nel breve periodo. Per fare questo salto di qualità nell’analisi è necessario affiancare alla distribuzione della supply una metrica diversa, che non guarda solamente chi detiene BTC, ma a quale prezzo quelle monete sono state movimentate l’ultima volta.

Prendiamo in esame l’indicatore della Realized Cap, che misura semplicemente il numero dei BTC in circolazione calcolato al prezzo dell’ultimo movimento on-chain. Ci dice dunque dove si concentra il valore economico che sta partecipando attivamente al mercato.

Ora, se segmentiamo il Realized Cap per l’età delle varie UTXO, e selezioniamo solo la fetta più “anziana” di 6 mesi (oltre 155 giorni, dunque classificabile come long-term), vediamo che ad oggicirca il 45% è detenuto da questi investitori. Quindi più della metà del valore economico di Bitcoin è associata ad investitori più giovani.

Non è di per sé un problema o qualcosa di ambiguo, se non per il fatto che storicamente  un valore del 45% nel Realized Cap per i long-term accompagnava una fase di ripresa dei prezzi verso un nuovo bull market mentre ora siamo in una finestra di correzione rispetto agli ultimi mesi.

Realized cap STH
Realized cap STHFonte dati: https://studio.glassnode.com

Le nuove whale controllano maggiormente il prezzo di Bitcoin

Aggiungiamo all’analisi on-chain di Bitcoin un altro spunto molto interessante, questa volta prendendo i dati di CryptoQuant. Rimaniamo sempre sulla metrica del Realized Cap, ma analizzando la differenza tra “Old Whales” e “New Whales” che detengono un bilancio di almeno 1.000 BTC. La distinzione tra “vecchie” e “nuove” dipende, come di consueto, dal tempo di detenzione delle monete, con la soglia di riferimento fissata 155 giorni.

Ecco, notiamo che in questo momento oltre il 50% del Realized Cap complessivo è gestito dalle nuove balene, con un valore stimato di $130 miliardi. Questo non significa che controllino la maggioranza della supply di Bitcoin, ma che stanno concentrando su di sé la quota più ampia del capitale economico movimentato. Ergo, le entità STH stanno muovendo più valore rispetto alle balene storiche, ed influenzano maggiormente il prezzo di BTC.

Nuove vs vecchie balene
Nuove vs vecchie balene Fonte dati: https://x.com/cryptoquant_com

La dipendenza del prezzo nel breve termine vs il controllo sul futuro della supply

Se consideriamo anche il fatto che gli short-term, siano essi balene o piccoli investitori, detengono un Realized Price (concetto simile al prezzo medio di carico) di $98.000, arriviamo ad una conclusione importante. In questo preciso momento storico, il grosso dell’attività economica della rete è mossa dagli attori più speculativi, ma questi sono sotto pressione a livello di PNL.

Il prezzo di Bitcoin soffre dunque di più rispetto al passato della loro condizione economica, quantomeno finché non torneranno complessivamente in profitto. Non a caso chi vi scrive si è più volte speso per dirvi che l’outlook di BTC ritornerà completamente bullish non appena (e se) si recupererà il livello chiave del costo medio di carico degli STH.

Realized price STH vs LTH
Realized price STH vs LTHFonte dati: https://cryptoquant.com

Dall’altra parte i long-term hanno una media di costo di circa $40.000 a BTC, e non sono per nulla preoccupati dello scenario attuale, ma hanno, come detto prima, meno influenza. Continueranno tuttavia a controllare la maggior parte della supply di Bitcoin in ottica di lungo periodo, rafforzando poco per volta le posizioni.

In conclusione, possiamo dire che chi muove il prezzo e chi controlla la supply, ad oggi non coincide nella stessa categoria di investitori. La price action è ancora fragile e dipendente da attori che attualmente sono in perdita, ma il futuro è più roseo che mai.

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