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Bitcoin sotto pressione: gli SHORT frenano il rally, di chi è la colpa?

Le parole del presidente USA scuotono i mercati di Bitcoin, ma il vero driver è il posizionamento dei trader.

Da inizio settimana il prezzo di Bitcoin è in calo di circa il -3,7%, con un andamento alquanto instabile e nervoso sul mercato crypto, frutto verosimilmente delle tensioni geopolitiche legate ai timori di una guerra commerciale e delle uscite imprevedibili di Donald Trump. A livello più tecnico però, il motivo per cui BTC sta soffrendo il peso del ribasso è da ricercarsi nel posizionamento degli investitori, ed in particolare nella forte componente short nei mercati futures.

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Probabilmente la spinta short a cui abbiamo assistito non è la causa del ribasso quanto una diretta conseguenza delle preoccupazioni inerenti allo sfondo macro e geopolitico. Ad ogni modo, da qualsiasi angolazione vediamo la questione, il risultato è che il mercato appare come frenato, incapace di trovare slancio nel breve periodo. La situazione però è più complessa di quanto possa sembrare.

Bitcoin: gli short spingono sull’acceleratore

Da inizio 2026 fino al 14 gennaio, Bitcoin sembrava aver ritrovato fiducia nel mercato, con i prezzi che sono andati a stampare un mini rally fino a giungere a ridosso dei $98.000, riuscendo anche a liquidare una somma notevole di operatori allo scoperto. Dal 15 gennaio in poi però, la criptovaluta ha iniziato a correggere, per poi accelerare la pressione a ribasso nelle sessioni successive.

Dal mercato dei derivati, possiamo attribuire una parte della responsabilità del ribasso ai traders attivi sull’exchange Binance. Qui infatti vediamo come un CVD che è precipitato in downtrend, segnalando una spinta direzionale prevalentemente taker sell, accompagnato da un open interest che, in seguito ad una fase laterale, ha visto un’espansione netta al rialzo.

Questo è uno dei pattern più evidenti di un aumento del posizionamento short, con nuovi contratti che vengono aperti mentre le quotazioni sono in contrazione e contemporaneamente  a un order flow di vendite aggressive a mercato. Anche dall’indicatore “Net Longs”, vediamo facilmente una maggiore prevalenza di posizioni short a discapito dei long, soprattutto a partire dalla metà del mese.

Bitcoin pressione short
Bitcoin pressione shortFonte dati:  https://legend.coinglass.com

Grande compressione anche sul mercato spot

Se mettiamo in relazione l’andamento del CVD di Bitcoin sui principali exchange, tra cui Binance, Coinbase, Bybit e OKX, confrontando i flussi dei mercati futures con quelli spot, emergono alcuni dettagli molto interessanti. In particolare, vediamo come da inizio settimana sulle borse spot di Binance ci sia stato un forte incremento della pressione ribassista, con un’accelerazione più marcata rispetto a quanto avvenuto contemporaneamente sulle borse futures.

Da notare come il movimento abbia coinvolto anche un CVD in calo sui mercati spot di Coinbase, exchange che in genere mostra una maggiore propensione all’acquisto data dalla domanda istituzionale. Spicca per soprattutto il gap di Binance con tutte le altre borse: situazione nota ai più esperti ormai da diversi mesi, ma che ogni tanto tende ad accentuarsi in modo più vigoroso, amplificando la pressione ribassista complessiva.

CVD Bitcoin futures e spot
CVD Bitcoin futures e spotFonte dati: https://chart.kiyotaka.ai

Coinbase Premium Index in forte rosso

A tal proposito, la condizione di cui sopra, con i traders di Binance che spingono fortemente sul tasto “short”,  trova ulteriore conferma nel Coinbase Premium Index, che nelle ultime settimane si è portato in territorio nettamente negativo. Questo indicatore misura semplicemente la differenza di prezzo spot di Bitcoin tra Coinbase e Binance, e viene spesso utilizzato per valutare il sentiment e la presenza di domanda istituzionale.

In genere quando il Coinbase Premium Index è positivo, il prezzo di Bitcoin trova facilmente slancio al rialzo, mentre quando rimane negativo, la price action tende ad essere debole. Come possiamo vedere qui sotto, al momento la situazione è complessivamente sbilanciata verso un premium negativo, cosa che rende la strada in salita per i tori.

Coinbase Premium Index
Coinbase Premium Index – Fonte dati: https://www.coinglass.com


Cosa serve a Bitcoin per superare questa fase

Come dicevamo all’inizio, l’outlook di Bitcoin è più complesso di quanto sembri, poiché sebbene il posizionamento degli investitori sulle borse spot e derivati sia prettamente orientato al ribasso, tutta la partita potrebbe ribaltarsi da un momento all’altro. Il fatto che si stia intensificando la presenza di short aggiunge infatti solo altra benzina sul fuoco per un potenziale short squeeze, qualora BTC dovesse raggiungere velocemente determinati livelli.

Per i tori serve dunque un movimento deciso che possa innescare la fuga degli orsi, con una spinta sostenuta che possa facilitare progressivamente la presa di liquidità sulle maggiori resistenze. Per il momento siamo ancora in una situazione di stallo: finché Bitcoin non prenderà una chiara direzione sul grafico, tutto quello che succede è quantificabile come rumore.

In particolare i livelli chiave da osservare, come abbiamo più volte specificato di recente, sono la rottura dei $99.000 per la tesi rialzista, e il breakdown degli $86.000 / $84.000 per le ipotesi ribassiste. 

Livelli liquidazione Bitcoin
Livelli liquidazione BitcoinFonte dati: https://legend.coinglass.com

Ora più che mai, cari lettori, è diventato fondamentale mettere da parte le emozioni istintive e analizzare il contesto di mercato in modo oggettivo. Farsi fregare da movimenti fake, o  prendere decisioni affrettate, è estremamente facile in questo preciso momento storico dei mercati, dunque… fate attenzione.

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