Si conferma una pessima settimana per gli ETF Bitcoin e Ethereum, con anche le contrattazioni di venerdì che hanno fatto registrare dei numeri negativi per entrambe le categorie di prodotti, all’interno di una sessione di borsa relativamente strana, ma comunque in linea con quelli che sono stati i trend settimanali. Poco più di 100 milioni in uscita da quelli Bitcoin, poco più di 40 da quelli Ethereum, per quella che si conferma essere la peggiore settimana da novembre. Tutto questo però mentre il prezzo di $BTC e $ETH ha tutto sommato tenuto, senza grossi cambiamenti rispetto a 24 ore fa.
Sono segnali? Dipende dai punti di vista. Proprio ieri avevamo analizzato la situazione più a fondo – spiegando non solo il come, ma anche il perché di certi numeri. Oggi, a settimana conclusa, possiamo aggiungere un ulteriore tassello alla lettura.
Poco appetito a Wall Street
Appetito che è scarso però non solo per gli ETF su Bitcoin o per quelli su Ethereum. La settimana del caso Groenlandia – poi rientrato – è stata segnata da una scarsa propensione a prendere delle posizioni su asset storicamente risk on, con performance della categoria asset digitali che sono state forse non pessime, ma certamente non brillanti.

Di 4 giorni di contrattazioni della settimana (lunedì mercati chiusi per il MLK Day), Bitcoin ha chiuso in negativo tre volte, anche se su percentuali non così rilevanti. Tutto questo mentre gli ETF perdevano, solo su Bitcoin e Ethereum, circa 2 miliardi di capitali in soli appunto 4 giorni di trattative.
Potrebbe essere un segnale di bottom?
Qualcuno tra gli analisti, forse alimentato da un incrollabile ottimismo, ci crede. Il fatto che outflow così importanti dagli ETF non abbiano comunque impattato granché sul prezzo potrebbe segnalare una sorta di ritorno a un buono stato di salute del grosso degli altri canali di mercato.
Un mercato pertanto non guidato più soltanto dagli ETF, che in questa settimana avrebbero finito per affossare il comparto se avessero avuto… via libera. Ma un mercato che torna a muoversi su più binari – compresi quelli dei futures e delle opzioni.
Ricordiamo a tutti inoltre che proprio le opzioni su BTC e ETH via ETF non hanno più limitazioni negli USA a partire da questa settimana. E chissà se qualche vendita dei 2 miliardi registrati non sia in realtà un riposizionamento verso prodotti più utili a certi investitori e certe strategie.
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