L’offerta circolante di Bitcoin è oggi pari a circa 19,98 milioni di BTC, ma questo dato nominale non coincide con la quantità effettivamente disponibile sul mercato. Una parte rilevante dell’offerta è infatti concentrata nelle cosiddette BTC Treasury, ovvero riserve detenute da soggetti strutturati e identificabili, società quotate in borsa che hanno accumulato, come vedremo già importanti quantità di capitale.
Gli oltre 19,9 milioni di BTC già minati, corrispondono a più del 95% dell’offerta massima di Bitcoin oggi in circolazione. La quota restante verrà emessa molto lentamente.

Le Treasuries di Bitcoin e l’accumulo
Secondo i dati aggregati, le Treasury complessive ammontano a circa 4,09 milioni di BTC, pari a poco più del 20% dei Bitcoin attualmente in circolazione. Questo dato aggregato include categorie molto diverse, in primo luogo, le società quotate (Public Corporate Bitcoin Treasury) che detengono complessivamente circa 1,13 milioni di Bitcoin.
In questa categoria il peso è fortemente concentrato, in una società come Strategy di Michael J. Saylor da sola rappresenta circa 709.000 BTC, ovvero oltre i due terzi delle public company.

A queste si affiancano le società private non quotate (Private Corporate Bitcoin Treasury) che contribuiscono con circa 280–290 mila BTC.
Un altro blocco rilevante è quello delle riserve governative, stimate in circa 640–650 mila BTC.
La quota più ampia dell’intero aggregato è però rappresentata dagli ETF Spot BTC e da altri fondi ed entità assimilabili, che controllano circa 1,6–1,7 milioni di BTC. Infine, una parte residuale è riconducibile a DeFi, smart contract ed entità affini, per circa 370 mila BTC.
Supply reale e implicazioni di mercato
Al di fuori delle Treasury restano circa 15,9 milioni di BTC. Tuttavia, anche questo numero va ridimensionato considerando che tra 2,5 e 3,5 milioni di Bitcoin sono probabilmente persi in modo permanente. La supply realmente liquida risulta quindi molto inferiore all’offerta teorica.
In questo contesto, la distinzione tra corporate treasury, ETF e altre categorie diventa centrale. Le public corporate treasury rappresentano circa il 5% dell’offerta totale di Bitcoin circolante, mentre l’aggregato complessivo delle treasury supera il 20%. Questa concentrazione strutturale riduce progressivamente la supply realmente disponibile e, nel breve periodo, rende il prezzo particolarmente sensibile ai flussi di domanda, soprattutto quelli legati agli ETF Spot BTC
Bitcoin sugli exchange ai minimi. Offerta sempre più rigida
Focalizzandoci su Bitcoin, dal grafico allegato si può vedere che i depositati sugli exchange sono scesi a circa 2,74 milioni di unità, pari a poco più del 13% dell’offerta circolante.

Questo livello, tra i più bassi degli ultimi anni, indica una riduzione dell’offerta immediatamente vendibile. Il progressivo svuotamento degli exchange riflette accumulo a lungo termine e contribuisce a rendere il prezzo di Bitcoin sempre più sensibile ai flussi di domanda.
ETF crypto, capitale in consolidamento negli ultimi 90 giorni
Negli ultimi 90 giorni l’AUM complessivo degli ETF crypto mostra una fase di calo contenuto misto consolidamento.

Bitcoin resta dominante con circa 150 miliardi $, segnalando tenuta della domanda istituzionale. Ethereum rimane stabile poco sopra i 20 miliardi $, mentre Solana e XRP hanno ancora un peso marginale essendo gli ultimi arrivati con gli ETF.
ETF Bitcoin ed Ethereum tra deflussi e consolidamento

ETF BTC e ETH – Fonte: Criptovaluta.it®
Entrando nel dettaglio, negli ultimi 30 giorni gli ETF su Bitcoin ed Ethereum mostrano flussi prevalentemente negativi, con deflussi più marcati su BTC e più contenuti su ETH. L’AUM resta elevato, segnalando assenza di disimpegno strutturale. In un contesto di exchange reserve ai minimi e treasury crescenti, i deflussi ETF spiegano la debolezza di breve, non un eccesso di offerta.
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