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KEVIN WARSH

Trump nomina successore di Jerome Powell: sarà Kevin Warsh. Bitcoin e crypto in recupero

Sarà Kevin Warsh, ex falco, a guidare Federal Reserve dopo Jerome Powell.

Donald Trump ha annunciato Kevin Warsh come successore di Jerome Powell. Si tratta di una nomina che conferma quanto aveva iniziato a circolare già in nottata, con le quotazioni di Warsh su Polymarket che avevano raggiunto quasi il 100%. Una scelta che per ora i mercati sembrerebbero aver apprezzato, con rialzi modesti del grosso delle criptovalute, e più spinti man man che si scende di capitalizzazione complessiva.

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Sconfitto così l’altro che sembrava essere quello perfetto per la sintesi tra Casa Bianca e Congresso, ovvero Rick Rieder di BlackRock. Kevin Warsh batte anche la concorrenza di Kevin Hassett, che è stato in vantaggio per quasi tutta la durata di questa telenovela, salvo poi perdere quota dopo lo sgarbo del Dipartimento di Giustizia a Jerome Powell.

Palla ora al Senato

Il presidente di Federal Reserve dovrà essere confermato dal Senato, che tendenzialmente però non smentisce quanto proposto dal Presidente degli Stati Uniti. Sarà sufficiente una maggioranza semplice – che non dovrebbe costituire ostacolo nel percorso.

Questo nonostante le rimostranze di una parte dei senatori repubblicani dopo l’inchiesta del Dipartimento di Giustizia nei confronti di Jerome Powell, che aveva portato alcuni anche tra i fedeli a Trump a dichiarare di non essere disposti a votare un personaggio qualunque, soprattutto se troppo vicino alle posizioni della Casa Bianca.

Qui la posizione di Kevin Warsh su Bitcoin.

Un falco colombizzato

Sarà ora interessante vedere quanto pesi l’elezione a presidente di Federal Reserve: Warsh è storicamente un falco, di quelli molto concentrati nella lotta all’inflazione, cosa che ha dichiarato più volte anche negli scorsi mesi.

Come abbiamo però certamente imparato anche in Italia, essere al di fuori di certe istituzioni permette di avere posizioni dure che poi, una volta dentro, finiscono per essere diluite.

La sensazione è che mai Trump avrebbe nominato uno storico falco senza un qualche tipo di garanzia su un proseguimento di politica monetaria possibilmente più morbido.

Non è chiaro per il momento quanto abbiano pesato eventuali contatti con il Senato per superare il momento difficile nato dopo la formalizzazione delle indagini verso Jerome Powell.

Rimane inoltre aperta la questione presenza nel board di JPow: Powell terminerà il suo mandato di presidente a maggio, ma teoricamente, se non dovesse dimettersi, sarà comunque ancora membro del board, votante tra le altre cose.

Alla riapertura dei mercati di New York vedremo che tipo di reazione ci sarà. Alla diffusione della notizia Bitcoin è tornato in quota 83.000$ e il resto del comparto ha seguito, amplificando i gain. Rimaniamo comunque molto lontani dai prezzi di 24 ore fa.

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