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Circle lancia sfida a Tether e banche: ecosistema crypto completo per il 2026

La sfida passerà da tutto il contorno alle stablecoin. Ecco il piano di Circle.

Le emittenti di stablecoin dovranno anche cercare un’altra linea di business, dato che è difficile immaginare in perpetuo rendimenti di circa il ~3,5% sul debito USA a breve scadenza, e dato anche l’arrivo di concorrenti bancari che possono permettersi di guadagnare poco o nulla dall’operazione stable. E che saranno una concorrenza sempre più agguerrita. Circle, unica emittente di stablecoin quotata, sembrerebbe aver preso la cosa piuttosto sul serio. E in un comunicato di poche ore fa conferma la volontà di costruire un ecosistema che parte sì da USDC, ma che evolverà verso Arc (la propria, neonata blockchain) e Circle Payments Network.

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L’altro gestore del mondo crypto stable, Tether, ha deciso di perseguire un’altra strada: investimenti sull’oro e su una pletora di società (incluse diverse del settore media). Circle rimarrà onchain, o meglio, proverà a posizionarsi all’intersezione tra mondo crypto e TradFi.

Il piano

Nell’ultimo anno, le stablecoin si sono mosse con decisione più in profondità nel tessuto della finanza globale – e i sistemi finanziari nativi crypto sono passati dalla teoria alla pratica. […] Da una prospettiva del prodotto, abbiamo deciso di pensare linearmente: una piattaforma finanziaria di internet, costruita su strutture interconnesse e che si rinforzano, che offrono un’infrastruttura di livello enterprise.

Questo è ciò che apre il comunicato di Nikhil Chandok, che per Circle è Chief Product & Technology Officer, in una lunga spiegazione che riguarda come si evolveranno le operazioni di Circle.

  • Arc

È la blockchain per i pagamenti che è stata presentata a fine 2025 e che ha già visto diverse e importanti adesioni.

  • StableFX

Sistema per gli scambi Forex, disponibile 24/24 e 7/7 direttamente onchain.

  • Stablecoin

Rimangono in un ruolo assolutamente centrale, con USDC che rimarrà con ogni probabilità il centro nevralgico delle attività del gruppo, dato anche lo scarso interesse per EURC.

  • Servizi di liquidità e fondi tokenizzati

Oltre al già operativo USYC, fondo money market tokenizzato, chissà se assisteremo ad una penetrazione più decisa di Circle nel comparto. Intanto i servizi Mint e xReserve (per emettere la propria stablecoin basata su USDC), intensificheranno le operazioni.

  • Infrastruttura

Composta non solo da Arc, ma anche da Wallet, gestione degli smart contract, Paymaster per pagare le fee onchain direttamente in USDC. Integrazione anche di CCTP e Gateway per l’interoperabilità.

Sforzo necessario?

Decisamente sì. Con l’arrivo delle leggi sulle stablecoin negli USA, con ogni probabilità i vecchi gestori dovranno da un lato contenere la concorrenza, dall’altro rivedere certi piani di espansione (sembra che si vada verso il ban dei rendimenti offerti ai clienti, anche tramite exchange).

Gli approcci tra Circle e Tether sono profondamente diversi. Funzioneranno entrambi?

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