Un holder storico di Ethereum (ETH) è tornato a muoversi dopo essere stato fermo per oltre 10 anni ad attendere un apprezzamento della criptovaluta. Il lungimirante investitore aveva acquistato la bellezza di 1.430 ETH durante l’evento di genesi dell’ICO, spendendo appena $443, per un controvalore di mercato che oggi supera i $2,8 milioni. Parliamo di uno dei ritorni più impressionanti nella storia del settore crypto, pari a oltre 6.000 volte il capitale iniziale investito.
Ora lo stesso holder si è mosso per spostare il bottino dal suo wallet personale all’exchange Gemini, verosimilmente per capitalizzare l’attesa di un decennio. Non esattamente un tempismo perfetto, visto che appena 5 mesi fa il guadagno sarebbe stato doppio, ma si tratta comunque di un ritorno straordinario pur considerando il drawdown dell’ultimo periodo. Ed in tutto ciò le curiosità non finiscono qui, perché dalle operazioni della balena emerge un dettaglio alquanto insolito.
Investitore ICO di Ethereum si risveglia dopo 10 anni
Era il 2014, più precisamente nel periodo che va tra luglio ed agosto, quando l’investitore protagonista di questa storia aveva deciso di partecipare all’ICO di Ethereum con una bid da soli $443. Quell’evento è entrato nella storia come la genesi di ETH, ossia una vendita pubblica in cui sono stati raccolti complessivamente 31.500 BTC, pari a circa $18 milioni dell’epoca, per finanziare le attività dell’Ethereum Foundation.
Quei “miseri” $443 corrispondevano più o meno a 0,77 BTC considerando i prezzi del 2014, somma che ad oggi varrebbe circa $53.000 se l’utente avesse deciso semplicemente di holdare i Bitcoin che aveva in portafoglio. Invece, scegliendo di partecipare all’ICO si è assicurato un ROI decisamente più alto, pari a 6.335 volte l’importo investito, con un controvalore che attualmente è di $2,8 milioni.

La pazienza sembra essere stata la virtù maggiore di questa balena, avendo atteso tutti questi anni nonostante avesse già raggiunto un guadagno notevole durante i bull market del 2017 e 2021. Ad ogni modo non possiamo escludere che lo stesso utente avesse partecipato all’ICO con più account diversi, vendendo da lì una parte degli ETH nel corso dei precedenti cicli. Oppure non sappiamo se disponesse già di un patrimonio benestante nel 2014 o se avesse altri BTC in portafoglio, il cui apprezzamento nel tempo avrebbe magari ridotto l’urgenza di liquidare l’investimento.
Whale di ETH sposta i fondi sull’exchange Gemini
Forse per il bisogno immediato di liquidità, o per il timore di un nuovo calo dei mercati, questa balena di Ethereum pare abbia spostato tutti i suoi ETH acquistati durante l’ICO all’interno dell’indirizzo dell’exchange Gemini. Come la prassi vuole, prima di tutto l’utente ha effettuato un deposito di prova di 1 ether, per vedere se la transazione andasse a buon fine.
Peccato che, in modo totalmente inaspettato e piuttosto ironico, la balena con 1.430 ETH ha eseguito una transazione con un prezzo del gas troppo basso, tale da aver annullato la sua tx di prova. Nessuna perdita per questa banale disavventura, con l’utente che poi ha semplicemente ripetuto l’operazione impostando un prezzo del gas più alto per l’inclusione in un blocco.

Fa comunque sorridere il fatto che un utente con $2,8 milioni in portafoglio sia stato così di braccino corto nel voler risparmiare sul gas, o comunque aver commesso una sciocchezza del genere senza guardare il costo del gwei attuale. Ad ogni modo, dopo che la prova è stata completata, l’utente ha finalmente inviato tutti i suoi ether su Gemini, dove con molta probabilità verranno venduti per dollari, o convertiti in altri asset.
A dir la verità c’è anche la possibilità che il trasferimento sia stato fatto come semplice tattica per spostare gli ETH su altri wallet, senza che la blockchain potesse collegare i movimenti. Esistono però anche altri strumenti lato privacy che consentono di rimanere riservati, ed è dunque più verosimile che si sia trattato di un semplice trasferimento finalizzato alla liquidazione.
Attenzione alle ICO nel 2026: gli anni d’oro sono finiti
L’ICO di Ethereum è stata una delle vendite pubbliche più di successo, se non la più iconica, dell’intera storia delle criptovalute. Guardandosi indietro, a posteriori, sembrava un’opportunità incredibile poter investire in ether a prezzi così stracciati. In realtà la verità è più complessa in quanto all’epoca c’erano molta meno legittimazione e questo investimento sarebbe benissimo potuto andare ad azzerarsi qualora le cose fossero andate diversamente.
Ad ogni modo, rimembriamo con il sorriso questo passaggio storico, che ha dato vita a ciò che conosciamo oggi come il grande ecosistema Ethereum, e che per forza di cose dobbiamo distinguere dalle molte altre ICO che negli anni successivi hanno provato a replicarne il successo. A partire dal 2017 il modello della vendita pubblica di token è esploso, raggiungendo livelli di hype eccezionali prima di portare allo scoppio della bolla.
Oggi a distanza di tanti anni, la moda dell’ICO sembra tornata a presenziare le piazze crypto, con l’intenzione di vendere ancora una volta il sogno della ricchezza immediata al pubblico retail. Scordatevi tuttavia di potervi arricchire in fretta ed ottenere gli stessi moltiplicatori, essendo ad oggi la struttura del mercato completamente cambiata. Anche il modello con cui si offre l’accesso al pubblico è molto diverso, spesso vincolato da un investimento prioritario di VC o investitori esterni, e decisamente meno remunerativo.
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