Home / UE vuole ban totale crypto e Bitcoin verso la Russia. Scoop di Financia Times

NOPE BAN

UE vuole ban totale crypto e Bitcoin verso la Russia. Scoop di Financia Times

Grandi manovre della Commissione Europea per chiudere l'angolo crypto a Mosca.

Secondo quanto riporta Financial Times, che afferma di aver preso visione di documenti interni, la Commissione Europea potrebbe presto imporre un ban totale sull’invio e ricezione di criptovalute da e verso entità che hanno sede in Russia. In aggiunta, finirà sotto sanzioni qualunque entità permetta il trasferimento di crypto asset verso le medesime entità. Non ci sono dettagli sul piano tecnico, almeno per il momento, su questa possibile escalation nelle sanzioni a tema Bitcoin e crypto.

Investi con eToro e ottieni fino a 500$ di bonus. Iscriviti per partecipare alla promozione ESCLUSIVA: potrai accedere a Bitcoin, crypto, azioni, ETF e più in generale a tutte le migliori piazze finanziarie globali.

Le misure draconiane di cui sopra sarebbero necessarie per evitare non solo il renaming di entità già sottoposte a sanzioni, ma anche per arginare le triangolazioni tramite paesi terzi come il Kirghizistan, che a detta dell’Unione starebbe permettendo a soggetti legati alla Russia di avere accesso libero al mondo crypto – e ai relativi trasferimenti.

La stablecoin russa e i trasferimenti per aggirare le sanzioni

Del quadro che è venuto a crearsi in particolare negli ultimi mesi abbiamo già parlato diverse volte. A7A5, una stablecoin legata al rublo russo, ha raggiunto dei livelli di diffusione interessanti, in particolare dopo il sequestro di stable legate al dollaro che erano di proprietà di exchange di criptovalute russi o legati alla Russia.

Al contempo, le sanzioni vengono talvolta aggirate anche ricorrendo a intermediari neo-registrati che non figurano – per ovvi motivi di lungaggini burocratiche – all’interno delle liste di soggetti con i quali è proibito interagire a livello economico.

Sempre secondo quanto riporta Financial Times, dei rappresentanti della Commissione Europea sarebbero pronti a raggiungere il Kirghizistan per chiedere un’applicazione più veemente delle sanzioni, anche e soprattutto a tema crypto,

È davvero un problema?

In realtà il mondo crypto non sta offrendo un grande servizio ai russi per aggirare le sanzioni. L’utilizzo di stablecoin legate al dollaro è pressoché impossibile, o comunque molto rischioso perché potenzialmente soggetto a congelamenti da remoto sia da parte di Tether che di Circle (USDC).

È chiaro – a guardare i numeri fatti registrare da A7A5, che c’è un certo interesse per queste tecnologie, ma complice anche una regolamentazione incerta in Russia (e la scarsa appetibilità di asset legati al rublo) non sta favorendo l’adozione sopra certe soglie.

Tutto questo mentre – sempre secondo la stampa USA – il Cremlino starebbe negoziando un tentativo di ritorno a pieno titolo nel sistema dollaro. Le criptovalute, a tale scopo, non possono agire in sostituzione. E questa ne è l’ennesima prova.

Iscriviti
Notificami
guest

0 Commenti
Più votati
Più nuovi Più vecchi
Inline Feedbacks
View all comments