Forte fase di ribasso in questo 2026 anche per il prezzo di Chainlink (LINK), che nel primo mese e mezzo dell’anno registra già un calo del -29,20%. Attualmente LINK quota 8,70 USDT e sta segnando il sesto mese consecutivo in rosso. Si tratta di un evento che nella storia di LINK non si era mai verificato.
Serie negativa senza precedenti per Chainlink
In passato la serie negativa per $LINK si era fermata a quattro mesi consecutivi in rosso. Già con gennaio 2026 era stato registrato un primo record negativo, ma l’attuale sequenza estende ulteriormente la fase di debolezza. Ovviamente si dovrà attendere la chiusura di febbraio per una statistica definitiva. Va detto che non è solo Chainlink in questa situazione di primati negativi, ma altri token si stanno comportando allo stesso modo.
Chainlink rafforza il ruolo negli RWA con il protocollo CCIP
A confronto di questo calo del prezzo, Chainlink consolida la propria presenza nel settore della tokenizzazione degli RWA grazie al protocollo CCIP, progettato per collegare blockchain pubbliche, private e infrastrutture bancarie tradizionali.
Il sistema permette il trasferimento sicuro e programmabile di dati e token tra reti diverse, garantendo standard di sicurezza e conformità adatti anche agli operatori istituzionali.
Il volume cumulativo dei trasferimenti cross-chain abilitati dal protocollo supera i 19 miliardi di dollari. Le integrazioni con realtà come SWIFT, J.P. Morgan, Mastercard, ANZ, UBS e Fidelity confermano l’interesse del settore finanziario verso soluzioni interoperabili per bond, treasury e fondi tokenizzati. Il mercato RWA è stimato in 16.000 miliardi entro il 2030, l’espansione istituzionale potrebbe sostenere la domanda di LINK.
Andamento di Chainlink sul weekly

Sul grafico weekly abbiamo una panoramica dell’andamento del prezzo di LINK dall’ultimo massimo rilevante toccato a dicembre 2024 in area 30,94 USDT. Da quel livello è iniziata una fase di contrazione che ha spinto il prezzo fino al minimo di aprile a 10,10 USDT.
Successivamente si è sviluppata una serie di swing con una gamba rialzista che ha portato al massimo di metà agosto a 27,87 USDT. In quell’area LINK ha generato una candela doji, tipica configurazione che può formarsi su un possibile top di movimento, da cui è partita una nuova fase di ribasso culminata con il flash crash di ottobre e minimo a 7,90 USDT.
Rottura del supporto e nuovo minimo nel 2026
Dal minimo in spike è seguito un rimbalzo, ma la tendenza ribassista ha ripreso vigore. Tra novembre e inizio gennaio 2026 il prezzo di LINK ha tentato di costruire una base come evidenziato sul grafico con il box range ma poi è arrivata un’accelerazione al ribasso con rottura della diagonal line di lungo periodo evidenziata in blu.
Il movimento ha portato Chainlink a segnare un nuovo minimo a 7,15 USDT a inizio febbraio, da cui è partito un tentativo di rimbalzo rapidamente esaurito.
Scenario di breve su Chainlink

Sul grafico daily riportiamo la panoramica da inizio 2026 di Chainlink, con il massimo annuale a 14,40 USDT e la successiva fase di discesa fino al minimo di 7,15 USDT registrato a febbraio. Da questo minimo è partito un tentativo di rimbalzo, ma il prezzo non è ancora riuscito a raggiungere la prima resistenza vettoriale in area 10 USDT. La resistenza principale si colloca invece a 10,90 USDT.
LINK tra resistenze e supporti
Sul fronte dei supporti, per non compromettere l’attuale tentativo di recupero, $LINK deve mantenersi sopra l’area di 8,20 USDT. Nella parte bassa del grafico si rivela invece un contrasto tra gli indicatori.
Il MACD mostra un crossover rialzista con istogramma positivo, segnalando un potenziale recupero del momentum. Tuttavia, l’RSI veloce è in calo, indicando debolezza nel brevissimo termine. Questa divergenza suggerisce che manca ancora una spinta immediata dei compratori di Chainlink.
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