Colpo di scena nelle trattative per l’approvazione del Clarity Act, il disegno di legge per regolamentare il settore delle criptovalute negli Stati Uniti. La Casa Bianca infatti si sarebbe schierata – parzialmente – a favore della possibilità per gli exchange di offrire rendimenti sulle stablecoin. Si tratta di un’autentica inversione a U, dopo che per settimane il governo USA aveva lasciato intendere di voler favorire le banche.
L’incontro di ieri è avvenuto tra pochi partecipanti, con le banche che hanno inviato soltanto una rappresentanza sindacale. Hanno però partecipato anche esponenti di Ripple, con il CEO che ora afferma di credere che al 90% si troverà una quadra prima della fine di aprile. L’eventuale approvazione del Clarity Act è uno degli eventi considerati potenzialmente più bullish per l’intero comparto, dato che sbloccherebbe l’ingresso di operatori istituzionali di grandi dimensioni, offrendo un quadro legale chiaro per gli investimenti e per le attività nel comparto.
Passi avanti, inaspettati
Per i primi due incontri la linea della Casa Bianca era stata quella di spingere gli exchange e in particolare Coinbase a cedere. Ovvero a rinunciare alla possibilità di offrire rendimenti sulle stablecoin, ipotesi vista come fumo negli occhi dal settore bancario.
Quello che si teme infatti è una fuga dai depositi bancari per i piccoli investitori e risparmiatori retail, preoccupazione che era stata già recepita dal governo USA, che ha introdotto tale proibizione già nel GENIUS Act, la legge che governa le stablecoin sul mercato USA.
Una proibizione che però sarebbe facile da aggirare: Circle, emittente di USDC, ha un importante accordo con Coinbase e trasferisce verso l’exchange una quantità importante dei propri profitti. Coinbase dunque avrebbe tutte le condizioni ideali per offrire rendimenti sulle stablecoin – o meglio per condividerli con gli utenti – così da sottrarre business al settore bancario.
Per Garlinghouse siamo al 90% di possibilità di accordo
Brad Garlinghouse, CEO di Ripple, gode di un punto di osservazione privilegiato. Partecipa infatti (tramite altri dirigenti di Ripple) alle discussioni. Ed è diventato negli ultimi giorni molto ottimista. Prima ha parlato di 80% di possibilità, poi dopo l’incontro di ieri del 90%. Ci sarà da scontare un ottimismo dovuto, da parte di uno dei player più importanti per il mondo crypto negli USA, ma è comunque una buona notizia.
Le discussioni continueranno, con la Casa Bianca che preferirebbe a questo punto un ok alla distribuzione di ricompense, ma limitato, così da non creare eccessivamente problemi alle banche. Una sorta di soluzione a metà strada, che probabilmente scontenterà tutti, ma che al tempo stesso deve essere considerata come l’unica via percorribile, data la distanza tra le due posizioni.
Approvazione bullish?
Sì, anche se probabilmente non sul brevissimo periodo. Nel caso di sblocco delle trattative arriverà un po’ di entusiasmo su un mercato che in termini di sentiment è martoriato da mesi. Tuttavia, gli effetti concreti si vedranno nei tempi giusti.
Tanti operatori istituzionali sono pronti, altri si faranno attirare una volta che il quadro completo sarà chiaro. Noi seguiremo come sempre questa vicenda anche sul nostro Canale Telegram ufficiale, ideale per chi vuole rimanere sempre aggiornato su tutte le vicende che sono in grado di muovere i mercati.
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