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RIPPLE 2026

Ripple: il 2026 è l’anno giusto? Resilienza sui mercati e conquista della finanza tradizionale

Centralità comprata anche a colpi di miliardi. Ma funzionerà.

La settimana si è aperta in rosso, ma XRP di Ripple – pur perdendo come le altre top – offre una performance più vicina se vogliamo a Bitcoin che al resto del mondo altcoin. Un solo dato non può indicare un trend, ma è comunque interessante studiare quale sia il clima che circonda l’ecosistema, che nelle ultime settimane è stato tra i più attivi, dopo un 2025 stellare sul piano delle acquisizioni.

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Tra acquisizioni che hanno catapultato Ripple nel mondo TradFi, passando per la presenza da protagonista del gruppo nelle discussioni per il Clarity Act, il 2026 è un anno forse non stellare ancora in termini di prezzo, ma che offre tanto in termini di integrazione.

Il vero gigante dell’incrocio della TradFi?

Dipende certamente dai punti di vista, ma ci sono delle novità importanti, dovute tutte al maggiore impegno anche economico del gruppo per essere centrale nel mondo della finanza tradizionale.

  • Le acquisizioni: costose ma fruttifere

In troppi hanno ignorato l’importanza delle acquisizioni miliardarie di Hidden Road e di GTreasury, che sono già diventate ingranaggio della macchina Ripple e che stanno offrendo già buoni spunti per vendere anche i servizi legati al ramo blockchain del gruppo. Tra questi, oltre a XRPL (la blockchain di Ripple), anche RLUSD, la stablecoin del gruppo, che nonostante una concorrenza importante da parte di USD1 (la stablecoin della famiglia Trump), continua a espandersi in termini di capitalizzazione di mercato.

GTreasury (ora diventato Ripple Treasury) e Hidden Road (ora diventato Ripple Prime) non sono acquisizioni come le tante che si leggono nel mondo crypto e contribuiranno all’espansione delle attività dell’azienda, ormai una sorta di ibrido onchain e offchain, in piena linea con quello che sembrerebbe essere il trend maggioritario di questo 2026.

  • E XRP?

Recentemente Brad Garlinghouse ha ribadito la centralità del token in tutte le attività future del gruppo. Non è chiaro ancora come, nel senso che le acquisizioni di Hidden Road e GTreasury sono relativamente recenti e di settimana in settimana arrivano nuovi accordi, nuove feature e nuove opportunità.

Sta di fatto che i mercati, almeno in questa fase molto turbolenta, sembrerebbero aver recepito il messaggio e averlo incorporato anche in una maggiore resistenza, sul breve, di XRP, che pur arriva da un momento non brillante.

Con ogni probabilità va inserita nell’analisi anche la presenza di Ripple nelle discussioni che si stanno tenendo negli USA riguardo le nuove normative che regolamenteranno il mercato crypto.

All’ultimo incontro ha partecipato Stuart Alderoty, che si occupa del legal dell’azienda. A prescindere però da chi sia andato, è segnale della rilevanza del gruppo in quella che è la discussione più importante di questa fase.

Tutti fattori positivi, probabilmente almeno in parte che indirizzano questa maggiore resilienza. Tutto questo però dopo che XRP era stata tra le maggiori beneficiarie dell’arrivo di Trump, anche in virtù dei problemi legali avuti in passato dal gruppo. La correzione è stata dura, ma tra i nomi Made in USA è forse questo il protocollo che è meglio posizionato. Continueremo a seguirla, in quella che è una nuova fase che si aprirà definitivamente una volta che saranno superati gli ostacoli che stanno fermando l’avanzamento del Clarity Act.

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