Chi non muore si rivede, verrebbe da dire. LUNC guadagna il 10% nelle ultime 24 ore, tutti dovuti alle ormai note vicende che riguardano Jane Street. Il curatore fallimentare di Terraform Labs (il gruppo che gestiva parte dell’apparato Terra Luna) ha citato in giudizio la gigantesca società di Wall Street, accusandola di aver ottenuto profitti e anche di aver accelerato la crisi dell’ecosistema.
L’entusiasmo è corretto? Cosa può venire fuori dalla causa? Vanno fatte delle precisazioni, possibilmente esulando da quanto si è scritto sui social, alla ricerca di quali sono effettivamente gli scenari possibili.
Cos’è successo davvero?
L’entità fallimentare di Terraform Labs ha citato in giudizio Jane Street, accusandola di aver contribuito al crollo dell’ecosistema nel 2022. Di più, chi sta curando le procedure fallimentari che riguardano Terraform Labs, ha affermato che il gruppo avrebbe guadagnato dalle operazioni di cui sopra.
La citazione in giudizio è piena di omissis e mancano oggettivamente gli elementi per tentare una ricostruzione completa. Si parla di informazioni riservate da parte di uno stagista di Terra Luna che avrebbero permesso alla compagnia di trarre profitto in anticipo.

Jane Street ha abusato di relazioni per truccare il mercato a suo favore durante uno dei più enormi eventi della storia crypto. In rappresentanza delle vittime, utilizzeremo ogni mezzo supportato dai fatti e dalla legge contro chi ha sfruttato la propria posizione e ha ottenuto profitti sostanziali a spese dei creditori di Terraform Labs.
Questo è il commento di Todd Snyder, che è l’amministratore nominato per gestire la procedura fallimentare di Terraform Labs. Il suo compito è quello di raccogliere più denaro possibile per far fronte alle pretese dei creditori, come in ogni altra procedura di questo tipo.
Con WSJ ha parlato però anche un portavoce di Jane Street, che secondo il giornale americano avrebbe affermato:
Questa citazione in giudizio disperata è un tentativo di ottenere denaro mentre è chiaro e stabilito che le perdite patite dagli holder di Terra Luna sono state il risultato di una frode multi-miliardaria gestita dal management di Terraform Labs. Ci difenderemo contro queste richieste opportunistiche e prive di basi.
In realtà tra le due aziende c’erano trascorsi importanti
Tra Jane Street e Terraform Labs c’erano accordi commerciali a partire dal 2018, secondo quanto riporta la denuncia. Jane Street avrebbe poi impiegato un ex stagista di Terraform Labs proprio a gestire le comunicazioni con il gruppo guidato da Terraform Labs.
In particolare a interessare la gestione fallimentare di Terraform Labs c’è una chat, gestita nella quale il dipendente di Jane Street avrebbe intrattenuto rapporti con dipendenti di Terraform Labs, secondo l’accusa al fine di ottenere informazioni anche riservate.
Il caso del prelievo dei 150 milioni di dollari da Curve
A tenere banco è quanto accaduto dopo che Terraform Labs aveva ritirato, il 7 maggio 2022, 150 milioni di TerraUSD da Curve3pool. Subito dopo – nello spazio di 10 minuti – un altro wallet ha prelevato 85 milioni di dollari dalla stessa pool. Tale wallet sarebbe collegato – il condizionale è d’obbligo – a Jane Street. Tutto questo mentre il prelievo da parte di Terraform Labs non era stato ancora annunciato pubblicamente.
Non è raro che tali cause vengano messe in piedi serialmente, durante le procedure fallimentari, nel tentativo di recuperare denaro. Saranno ora le corti a stabilire eventualmente le responsabilità di Jane Street.
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