No, i fondi VC non sono morti. Anche se i numeri degli ultimi due anni sono assai ridotti rispetto all’epoca d’oro del 2021, c’è chi continua a raccogliere capitali e a investirli. Katie Haun, un tempo partner da Andreessen Horowitz ha annunciato infatti il lancio di un fondo da 1 miliardo di dollari che sarà investito sia in società che si occupano di asset digitali, sia in AI. Un binomio, questo, sempre più presente sia nelle strategie di certi fondi, sia ad esempio nel mondo del mining.
Haun Ventures dunque si evolve, pur rimanendo fedele alla sua storia passata. Il fondo avrà come obiettivo specifico quello di investire in start up e anche società più avanti in termini di stadio evolutivo all’intersezione tra questi due mondi.
Crypto, ma anche AI
In realtà siamo davanti a un passaggio se vogliamo storico, che abbiamo potuto osservare anche presso altri fondi e altri investitori, che cercano ora di coniugare il potenziale esplosivo del settore degli asset digitali con l’hype del momento, che è quello legato al mondo dell’AI.
Ci sono cambiamenti epocali in corso dentro il settore tech. Uno di questi è l’AI, un altro è quello degli asset digitali.
È questo il virgolettato che viene riportato da Bloomberg, che ha dedicato uno speciale all’ultima impresa di una leggenda del mondo VC.
Non sarà però uno spostamento verso il settore dell’intelligenza artificiale, come hanno fatto diversi fondi che hanno abbandonato il loro territorio originario (le crypto) per spostarsi verso l’AI. L’intenzione di Haun sarebbe infatti quella di coprire l’AI nel comparto crypto, ovvero di investire in quei progetti che con una base blockchain e smart contract integrano anche le nuove tecnologie.
Haun non è nuova a scommesse controcorrente: investì pesantemente nel settore crypto anche dopo il crollo di FTX, un fallimento che fu per molti fondi VC una vera e propria disfatta, che portò i pochi rimasti in piedi a cercare ospitalità altrove (e spesso nel mondo dell’AI).
Il gruppo aveva già investito in BVNK, gruppo dedicato alle stablecoin che poi è stato venduto a Mastercard, così come ha investito in passato in OpenSea, piattaforma dedicata ai token non fungibili.
Washington fattore X
Nelle intenzioni di investimento sarà un fattore cruciale anche l’impegno di Washington nel settore, il quale però non riscuote più grandi consensi anche tra gli appassionati. Il gradimento di Donald Trump, ritenuto colpevole di aver mischiato troppo affari privati e questioni pubbliche anche nel mondo crypto, è ai minimi – cosa che però non dovrebbe essere d’ostacolo per un movimento che ha sostenitori importanti anche in Senato e più in generale al Congresso.
Sarà interessante seguire l’allocazione di fondi da parte della nuova venture di Haun, che in passato è riuscita ad anticipare trend anche quando la probabilità era tutta a suo sfavore.
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