Il crypto presidente non piace più ai crypto investitori. C’è una recente indagine di CoinDesk, una delle principali testate dedicate al mondo delle criptovalute, che indica un livello massimo di sfiducia nelle capacità dell’amministrazione attuale di gestire il complesso processo di regolamentazione del comparto. Un giudizio duro, che arriva però dopo una lunga serie di gaffe e – se vogliamo – di malversazioni da parte dei vertici dell’attuale governo USA.
Il 62% degli intervistati ha risposto di non fidarsi dell’attuale amministrazione per quanto concerne la regolamentazione, segnale di un rapporto che si è ormai rotto dopo aver giocato invece un ruolo fondamentale anche nell’elezione di Trump per il suo secondo mandato alla Casa Bianca.
I numeri dell’indagine
Nessuno si fida più dell’amministrazione Trump? Forse non esattamente nessuno, ma i numeri dell’indagine pubblicata da CoinDesk non sono certamente quelli di un successo.
Ben il 62% degli intervistati, infatti, ha detto di non sentirsi a proprio agio con l’idea del Presidente Trump a capo del processo di regolamentazione del mondo delle criptovalute.
Ma ci sono anche altri dati molto interessanti:
- Il 59% degli elettori repubblicani e dunque più vicini politicamente a Trump, non apprezza i forti legami della famiglia presidenziale con il settore, in termini finanziari e di investimento;
- Solo il 17% supporta il lancio di WLFI, il progetto DeFi legato appunto alla famiglia presidenziale;
Percentuali bulgare al contrario per un sondaggio che fotografa precisamente il clima che si respira, mentre finalmente si fa qualche passo avanti per il Clarity Act dopo l’accordo tra gli exchange e le banche.
Un accordo che, per assurdo, più che avere un appoggio dal governo potrebbe trovare nell’amministrazione Trump la fonte del principale ostacolo.
I democratici con ogni probabilità continueranno infatti a battere sul ban totale dei membri del governo dagli investimenti nel mondo crypto, così da evitare conflitti di interessi che sono particolarmente ingovernabili nel mondo della blockchain.
L’amministrazione ascolterà?
Difficile da immaginare un’evoluzione di questo tipo. Questo perché la famiglia presidenziale è stata piuttosto sorda a qualunque tipo di contestazione in questo senso.
Difficile dunque che facciano dei passi indietro ora che è arrivato un pur importante sondaggio dai risultati invero assai chiari.
Che sia però di lezione, questo sondaggio, per chi ritiene che il pubblico degli investitori crypto sia sordo e cieco quando c’è potenzialmente da guadagnare. Se è vero che la vecchia politica era avversa al settore, causando inenarrabili danni anche economici, è altrettanto vero che questa commistione tra affari pubblici e privati piace sempre meno.
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