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Crypto operatore in crisi chiede ristrutturazione: 2.000 istituzionali temono il fallimento

BlockFills a caccia di capitali dopo l'ingiunzione dei giudici. Si teme effetto contagio.
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BlockFills ha chiesto a BRG supporto per una possibile ristrutturazione dopo lo stop a depositi e prelievi a febbraio. L’interruzione è dovuta a problemi di liquidità non ancora risolti. Gli stessi problemi hanno portato un giudice federale a imporre un ordine restrittivo al gruppo giovedì 5 marzo. Investi solo con intermediari affidabili:

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Sarà Mark Renzi di BRG a occuparsi di una ristrutturazione, che prevederà un’iniezione di nuovi capitali e cambiamenti significativi alla governance. BlockFills afferma di servire oltre duemila clienti istituzionali e di aver intermediato volumi di scambio superiori ai 60 miliardi di dollari per il solo 2025.

Un grande gruppo in crisi

I problemi di BlockFills sono emersi il 12 febbraio 2026, quando il gruppo ha comunicato ai clienti lo stop a depositi e prelievi citando problemi momentanei di liquidità.

La società dichiara di servire duemila clienti istituzionali e ha tra i propri investitori anche CME, la borsa dei derivati di Chicago, e Susquehanna International.

Non sono ancora chiare né l’entità né le cause dei problemi di liquidità di BlockFills. Il gruppo ha interrotto depositi e prelievi da venticinque giorni e ha provocato le proteste di alcuni clienti. Tra questi Dominion, che ha chiesto e ottenuto il blocco dei trasferimenti di Bitcoin dei clienti. I giudici federali, nel concedere l’ordine restrittivo, hanno imposto a BlockFills un resoconto della propria situazione finanziaria, che non è stato ancora prodotto.

La crisi non è ancora risolta. Per questo interverrà Mark Renzi di BRG, con l’obiettivo di ristrutturare capitale e governance, anche con nuove iniezioni di liquidità.

BlockFills opera nel mondo delle criptovalute per clienti istituzionali. Offre servizi di liquidità, esecuzione degli ordini, prestiti garantiti da asset digitali a hedge fund, società di trading, gestori patrimoniali e family office.

BlockFills opera nel mercato over-the-counter (OTC), dove operatori professionali scambiano criptovalute al di fuori degli exchange tradizionali, con servizi di liquidità, prestito e vendita all’ingrosso.

Una crisi che richiama vecchi incubi

Il mondo crypto ha già vissuto un ciclo di intermediari falliti a cascata – tra cui Celsius, 3AC, Terra Luna, FTX – a causa di problemi innescati dalla malagestione dei fondi dei clienti.

L’impatto di un eventuale default di BlockFills dovrebbe essere di entità ridotta, anche se al momento non sono chiari né l’entità degli ammanchi né quali clienti potrebbero subire un haircut (ovvero rinunciare a una parte dei fondi).

I volumi del 2025 di BlockFills sono comparabili a circa un mese di scambi per gli ETF Bitcoin quotati negli USA: una cifra non irrilevante, anche se l’impatto reale dipenderà dall’entità delle perdite effettive.

I mercati per il momento non hanno reagito alla notizia, ritenendo le difficoltà di BlockFills un problema circoscritto e senza effetto contagio.

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