Arriva una nuova ondata di stablecoin in soccorso del mercato crypto: nell’ultima settimana di trading, rivelatasi particolarmente positiva per Bitcoin, si è registrato un forte incremento della liquidità disponibile per gli scambi. Oltre $2,6 miliardi sono stati stampati, con il contributo principale degli emittenti Tether e Circle, nel mezzo del più ampio movimento rialzista osservato negli ultimi tre mesi sulle borse crypto.
Un segnale estremamente positivo per gli asset risk-on, considerando che l’espansione dell’offerta di stablecoin tende spesso ad anticipare nuove fasi di domanda e di rotazione del capitale. Dobbiamo però analizzare quanti di questi nuovi mint siano diretti sugli exchange e quanta supply si stia effettivamente muovendo a sostegno del mercato, per evitare di incorrere in interpretazioni errate.
Le stablecoin alimentano il recupero di Bitcoin: Circle scatenata, Tether cresce su Tron
C’è sicuramente lo zampino delle stablecoin nell’ultimo tentativo di rialzo di Bitcoin e, più in generale, nella fase positiva del comparto crypto. Circle ha aumentato la supply di USDC del +2,46% nell’ultima settimana, aggiungendo circa $1,9 miliardi di controvalore di nuovi token emessi sotto richiesta degli investitori. Se allarghiamo lo sguardo e partiamo da inizio febbraio, l’incremento risulta ancora più notevole con $9 miliardi di liquidità immessi nel mercato.
Parliamo della più grande espansione dell’emittente dal periodo di luglio/agosto 2025, segnata in un momento particolarmente nervoso per Bitcoin, che coincide inoltre con un nuovo record storico per USDC. Le destinazioni principali dei nuovi mint sono state Ethereum, Solana, Hyperliquid, Base e Polygon. Si è registrata anche qualche fuoriuscita da Arbitrum, che controbilancia tuttavia gli inflow su Hyperliquid, essendo la rete principale per i depositi sul perpetual DEX della chain.
Fondamentale anche il contributo di Tether, che stampa nuovi USDT su rete Tron, seppur con un redeem consistente dalla blockchain di Ethereum. Nel giro di una settimana la supply della stablecoin su Tron è cresciuta di un +1,81%, mentre dall’altra parte su Ethereum si è visto un -1,51%. Aiutano anche Solana ed Avalanche ad accrescere la massa monetaria del mondo crypto, nonostante l’ordine di grandezza minore rispetto alle prime due chain.
Inflow di stablecoin sugli exchange: torna a muoversi qualcosa
Anche osservando la metrica degli inflow sugli exchange, possiamo constatare che le stablecoin stanno attivamente contrastando la pressione di vendita sul mercato di Bitcoin e sugli asset volatili, favorendo nuova domanda di investimento. La dinamica è più evidente su USDC, dove da metà febbraio in poi c’è stato un graduale flusso di liquidità verso le principali borse crittografiche.
Da notare oltretutto come la media a 30 giorni di questi movimenti, come evidenziato dall’indicatore “Exchange Net Position Change”, si muova in maniera più o meno lineare rispetto alla price action generale del mercato. Dopo il grande deflusso di fine 2025 e la successiva siccità di inizio 2026, finalmente si iniziano a vedere i primi segnali di fiducia dal punto di vista dei capitali disponibili per l’attività di trading.

La situazione è leggermente diversa per USDT, che su una base a 30 giorni mostra ancora un outflow in corso, sebbene in continua diminuzione rispetto al picco di febbraio. Considerando il ritardo con cui la stablecoin di Tether sembra muoversi rispetto alla price action di Bitcoin, possiamo comunque interpretare il dato sotto un profilo positivo e incoraggiante per le prossime sedute di negoziazione.
È evidente ad ogni modo come l’apporto maggiore in termini di liquidità sia arrivato da USDC nell’ultimo periodo, con USDT che si muove in maniera meno dinamica rispetto agli ultimi anni. Questo è un dato su cui ci sarà assolutamente da tornare, e su cui sarebbe ottimo rivedere una nuova ondata di inflow, in quanto ad oggi la maggior parte delle coppie di scambio del mondo crypto ha come controparte proprio USDT.

Quanta liquidità si sta realmente muovendo?
Un altro modo per valutare il momentum delle stablecoin rispetto all’andamento di Bitcoin è osservare quanta parte della supply sia rimasta attiva e in movimento nell’ultimo periodo. Notiamo infatti una certa somiglianza tra il prezzo di $BTC e la quota di supply effettivamente in circolazione, segnale di come la liquidità in movimento tenda ad aumentare nelle fasi di maggiore spinta bullish del mercato.
Più nello specifico, osservando la quota movimentata in un periodo compreso tra l’ultima settimana e l’ultimo mese, vediamo un importante incremento del dato per USDC a partire da inizio febbraio. Anche durante il dip di aprile 2025 si era osservata una dinamica simile, con un aumento dei capitali impiegati nel breve periodo che aveva accompagnato il rally di Bitcoin.

Concetto che vale anche per USDT, sebbene con un grafico più sporcato a causa dei frequenti trasferimenti OTC che caratterizzano questa stablecoin. Nel complesso, tuttavia, il comportamento della metrica resta simile, con una crescita della liquidità utilizzata nel breve termine che va di pari passo con i movimenti rialzisti di Bitcoin.
Segnaliamo che USDT rispetto ad USDC vede muovere una percentuale molto più ridotta della propria supply totale, con la maggior parte del circolante che non si è mosso nell’arco degli ultimi 3-6 mesi. Ciò significa che le prime due stablecoin hanno avuto un ruolo pressoché identico nel supportare la liquidità del mercato, pur con un peso differente sotto il profilo quantitativo.

Riflessioni finali
Per fare un bilancio sull’outlook complessivo del mercato delle stablecoin possiamo osservare come negli ultimi mesi si siano riattivati diversi segnali positivi. A distanza di appena un mese dalla forte contrazione registrata a metà febbraio, si è già assistito a un ritorno significativo dei capitali nel mercato crypto.
Questo recupero arriva prevalentemente da USDC piuttosto che da USDT, dato che alimenta alcune preoccupazioni visto e considerando il ruolo della stablecoin nel determinare la liquidità del mercato e, indirettamente, il prezzo di Bitcoin. Sarebbe dunque ampiamente positivo rivedere a tal proposito un aumento della supply di Tether e un conseguente aumento degli inflow sui CEX, come conferma del ritorno di un appetito speculativo.
Certo è che per il momento la situazione appare rassicurante, soprattutto alla luce di un graduale riposizionamento degli investitori dopo le brutte perdite registrate ad inizio anno.
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