C’è un dato molto interessante che nelle ultime settimane sta accompagnando il rally di Bitcoin, e che evidenzia come certi operatori stiano vendendo il crypto asset con molta meno intensità rispetto a come avveniva a inizio anno. Non è l’unico indicatore da guardare per capire in che condizione si trova BTC, ma è sicuramente uno dei più importanti nell’analisi volumetrica.
Parliamo dello spot delta volume, una metrica che misura la differenza tra i volumi taker di acquisto e di vendita nel mercato spot su un determinato intervallo temporale. Analizzarla ci serve a capire se sul mercato dove si negozia il sottostante prevale la spinta dei compratori o quella dei venditori. Attenzione però a leggere con precisione tutto il contesto di mercato attorno a Bitcoin, senza limitarsi a una singola finestra di lettura.
Bitcoin: aumenta la domanda spot e i prezzi seguono
In un qualsiasi mercato – compreso quello di Bitcoin – in cui gli ordini dei trader sono inseriti all’interno di un orderbook, il prezzo dell’asset viene determinato dagli acquisti e dalle vendite taker. Sono in pratica gli ordini che nel gergo si dicono eseguiti “a market” (da non confondere con ordini maker, ndr), cioè quelli in cui si accetta il primo prezzo disponibile per eseguire l’operazione, e si va ad attingere liquidità dal book.
Lo spot delta volume ci dice esattamente chi, tra buyer e seller, sta operando più intensamente e sta registrando volumi taker maggiori, calcolando questa differenza su uno specifico intervallo di tempo. Se guardiamo la metrica su una media a 7 giorni, possiamo facilmente renderci conto come, da fine marzo in poi, il dato sia tornato in positivo a seguito di un lungo periodo di prevalenza dei venditori.
A dire il vero, per quasi tutto il 2025, e il primo trimestre del 2026, lo spot volume delta è stato pressoché sempre parecchio in rosso, con qualche sporadica interruzione durante i rimbalzi. Ora invece, sebbene in termini assoluti l’indicatore risulti ancora decisamente piatto, il ritorno in territorio positivo suggerisce che nell’ultimo rally di Bitcoin c’è stata relativamente poca pressione di vendita, con i compratori che hanno guidato i prezzi del mercato spot.

Attenzione alle divergenze tra spot e perpetual futures
C’è anche un altro modo per calcolare la differenza tra volumi taker di acquisto e vendita, ed è quello di guardare al CVD, ossia al Cumulative Volume Delta. La logica è la stessa dell’indicatore precedente, ma qui semplicemente il dato viene mostrato come somma progressiva di tutti i delta, e non su un singolo intervallo temporale.
Questo ci aiuta molto su time frame minori a capire chi sta colpendo con maggiore aggressività il book, nonché ad aggregare il risultato tra tutti gli exchange o scomporlo in base alla venue che vogliamo analizzare. Oltretutto questo ci permette di individuare eventuali divergenze tra mercato spot e perpetual, che altrimenti non sarebbero così facilmente visibili.
A tal proposito, vi invitiamo a guardare con attenzione la differenza tra il CVD perps (ultimo in basso tra gli indicatori) e il CVD spot (quello nel mezzo). Appare abbastanza evidente come sia la domanda dei derivati che segue più da vicino i prezzi di Bitcoin, nonché quella che si palesa con maggiore intensità volumetrica.
Questo che vuol dire? Che sono i derivati quelli che al momento hanno un impatto maggiore sulla price action della moneta.

Il CVD spot rimane invece ancora molto compresso, nonostante il dato del recupero della zona positiva (Spot Volume Delta) sia comunque da intendersi come un ottimo segnale di riduzione della pressione di vendita. Tuttavia è la leva che continua a fare da padrona e a decidere in che direzione si muoveranno le quotazioni.
Sui derivati gli investitori mantengono pressione ribassista
Purtroppo la spinta che abbiamo osservato dalle borse spot potrebbe non essere sufficiente a sostenere ancora a lungo il rialzo di Bitcoin. Lo capiamo anche dal fatto che ad ogni recente incremento del CVD spot aggregato, i funding rate si siano mossi in direzione opposta, segnalando l’aumento della pressione ribassista sui futures in concomitanza all’aumento della domanda sulle piazze spot.
Questa non è esattamente la configurazione più bullish che ci potremmo aspettare, nonostante fino ad ora non abbia creato troppi problemi al trend rialzista di breve periodo. Anzi, in alcuni casi, la fitta presenza di operatori posizionati short ha finito per alimentare ulteriori movimenti bullish, tramite dinamiche di liquidazione che hanno fornito maggiore carburante per i prezzi.

Ad ogni modo, tralasciando i movimenti di breve periodo, il dato dei funding rate suggerisce che ci sia ancora un sentiment incerto tra gli investitori, con molti di essi che non sono convinti di una continuazione del rally.
Non a caso l’indicatore Perpetual Market Directional Premium, che serve a misurare lo sbilanciamento tra il pricing dei futures perpetui e la domanda del mercato spot, evidenzia come la pressione ribassista nel mercato dei derivati resti ancora dominante. In questo momento si osserva la più grande tendenza al ribasso mai registrata dal 2020, calcolando il dato su una media a 30 giorni.

Cosa serve a Bitcoin per tornare veramente bullish?
Ne abbiamo parlato molto negli ultimi giorni, e potete andare a rivedere gli articoli più recenti della sezione di analisi on-chain per approfondire la questione e cercare di farvi un’idea generale del contesto attuale in cui ci troviamo. Per riassumere, possiamo affermare che ci sono ancora alcuni tasselli mancanti su Bitcoin che devono essere colmati al più presto, se si vuole davvero tornare in bull market:
- Il prezzo deve tornare sopra gli $81.000, e dimostrare di poter consolidare sopra quell’area, potenzialmente con una chiusura settimanale. Tra gli $80.000 e gli $85.000 troviamo una zona molto calda per i prezzi, dove tanti investitori avevano costruito posizioni tra novembre e dicembre 2025.
- Gli short-term holder di Bitcoin devono smettere di uscire dal mercato ad ogni tentativo di rialzo del prezzo, e per farlo è necessario un movimento deciso che vada a cambiare il sentiment dei meno fiduciosi.
- La liquidità in stablecoin deve aumentare e si deve tradurre in flussi di investimento all’interno degli exchange. Negli ultimi giorni c’è stato un segnale incoraggiante, ma serve un follow-up nelle prossime sessioni.
- Lo skew delta 25 del mercato delle opzioni deve continuare a distendersi come fatto fino a metà aprile, senza mostrare nuova domanda di protezione e di acquisto di contratti put ogni volta che Bitcoin prova il breakout delle resistenze. Negli ultimi giorni abbiamo visto proprio un aumento delle richieste di protezione contro il ribasso dagli operatori più professionali.
- I volumi spot devono crescere: non solo lo spot volume delta, ma anche la partecipazione complessiva sul mercato spot deve aumentare. Pensate che al momento siamo ai livelli più bassi da ottobre 2023. Difficile pensare a una bull run in queste condizioni.
Criptovaluta.it® Ultime Notizie Bitcoin e Crypto News | Criptovalute Oggi

