Ancora notizie positive sul fronte delle stablecoin e della liquidità del settore crypto: dopo una lunga fase di stagnazione e di disinteressamento, i grandi investitori sono tornati finalmente a colpire le piazze degli asset digitali, con un grosso inflow di capitali che ora potrebbe alimentare il rally di Bitcoin, e di riflesso anche sostenere il recupero delle altcoin.
Ci sono molte questioni che tengono sulle spine i mercati, tra cui la più importante è ovviamente legata alle prossime decisioni della Federal Reserve sulla politica monetaria statunitense. Ad ogni modo, se lo scenario macro dovesse rivelarsi più accomodante del previsto, dal punto di vista dei flussi on-chain avremmo il terreno pronto per ospitare una potenziale fase di ascesa dei prezzi. Intanto, nel dubbio, qualche whale sta accumulando.
Inflow stablecoin: record degli ultimi 5 mesi
Appena due giorni fa vi avevamo parlato di come i nuovi mint di Circle e Tether stessero gettando le basi per sostenere il movimento rialzista di Bitcoin. Oggi torniamo sull’argomento perché, oltre alla crescita della supply circolante, le stablecoin stanno registrando un grosso inflow sugli exchange, con una dinamica che in genere anticipa possibili acquisti strategici di asset volatili.
In particolare, parliamo dei flussi di entrata USDT su rete ERC-20 (Ethereum) all’interno dell’exchange Binance. Secondo gli ultimi dati di CryptoQuant, nella giornata di ieri martedì 17 marzo, si sarebbe registrato l’ingresso più grande in termini di volume dallo scorso 11 ottobre, ovvero il giorno seguente del più grande evento di liquidazione futures della storia crypto.
I numeri segnano $2,6 miliardi di USDT, numero contrapposto ad outflow molto più modesti nello stesso giorno, pari a soli $417 milioni. Il netflow è assolutamente positivo, e sostiene la tesi secondo cui la liquidità stia per rientrare all’interno delle borse crypto dopo la grande crisi degli ultimi mesi.

In realtà anche il 6 febbraio avevamo registrato un inflow parecchio consistente, seppur di poco inferiore rispetto al dato attuale. In quell’occasione Bitcoin aveva toccato il suo minimo locale a $60.000, per poi chiudere la stessa giornata sopra i $70.500. Da lì in poi, c’è stato un periodo di accumulazione, seguito dall’ultimo tentativo di breakout.
Il ritorno della liquidità sugli exchange: benzina per Bitcoin e crypto
In questo contesto, segnaliamo che il bilancio medio a 30 giorni della stablecoin USDT all’interno di tutti gli exchange sta per tornare in territorio positivo dopo circa 2 mesi di estrema contrazione. Dalla metrica “USDT: Exchange Net Position Change”, vediamo appunto che il dato del saldo netto è appena salito oltre il punto zero, lasciandosi alle spalle un periodo particolarmente negativo.
Vi facciamo notare che durante la correzione del Q1 2025, avevamo assistito più o meno allo stesso pattern, con il ritorno in verde dell’indicatore che aveva coinciso con il recupero dei prezzi da parte di Bitcoin e degli altri asset crypto. Anche in quel caso c’è stata prima una fase di raffreddamento dei flussi alle prime reazioni bearish dei mercati (gennaio 2025), per poi toccare il punto più basso nei mesi successivi (inizio aprile) ed infine invertire tendenza e tornare a salire agli albori di maggio.
Negli ultimi mesi è accaduta una dinamica simile: a novembre il saldo netto di USDT (più in generale di stablecoin) iniziava a diminuire, per poi precipitare nelle sessioni seguenti a -$7 miliardi assieme al crollo di Bitcoin. Poi, dopo aver toccato il picco negativo della metrica, c’è stato un parziale recupero delle quotazioni. Se questo schema dovesse ripetersi, potremmo dunque trovarci nelle fasi iniziali di un graduale ritorno della liquidità sul mercato, almeno per quanto riguarda USDT.

Flussi di investimento positivi anche sul fronte istituzionale
Il miglioramento delle condizioni di liquidità ed il ritorno dei flussi positivi di stablecoin si sommano anche a segnali incoraggianti sul fronte istituzionale. Negli ultimi giorni, infatti, gli ETF spot su Bitcoin negli Stati Uniti hanno registrato sette sedute consecutive con afflussi netti positivi, evidenziando un certo interesse da parte di Wall Street a partecipare al recupero.
Gli investimenti in sé sono di dimensione modesta, con inflow in tutti i casi inferiore a $250 milioni circa. Tuttavia il dato interessante riguarda il fatto che erano 5 mesi che non si registravano acquisti con una tale continuità, senza interruzioni da outflow. Questo dato, tra l’altro, arriva in concomitanza con il record degli inflow stablecoin, di cui parlavamo sopra, con tempistiche molto simili che contribuiscono a rafforzare lo scenario rialzista su Bitcoin.

Inoltre, anche il Coinbase Premium Index, indicatore che misura il livello di partecipazione su Bitcoin del mercato USA, è tornato positivo nelle ultime settimane, indicando una spinta sui prezzi da parte della componente più istituzionale.
Anche whale si muovono
Come accennato nell’introduzione, anche i grandi portafogli delle whale risultano particolarmente attivi in questo momento di risveglio per il mercato. Già da inizio anno abbiamo visto una presenza maggiore delle whale sugli exchange rispetto ai retail, con flussi molto più elevati sotto il profilo volumetrico.
Ora anche gli ultimi dati on-chain suggeriscono che sia in atto un’accumulazione, con gli smart money che approfittano del ritorno ad outlook speculativo incoraggiante per prendere posizioni, verosimilmente con un orizzonte di medio lungo periodo. I retail invece restano ancora incastrati con posizioni acquistate sopra gli $80.000 su Bitcoin ed un sentiment che fa fatica ad emergere dalla paura, nonostante anche qui intravediamo i primi timidi segnali di ripresa.
Tutti gli astri sembrano allinearsi verso uno scenario di ritorno in modalità bull per Bitcoin e crypto. Ora manca solo il lascia passare dalla Federal Reserve, e la graduale distensione dei conflitti in Medio Oriente.
Criptovaluta.it® Ultime Notizie Bitcoin e Crypto News | Criptovalute Oggi
