Altre buone notizie. Secondo la senatrice Cynthia Lummis, che è capo della sotto-commissione crypto al Senato USA, potrebbe esserci un accordo di massima per la legge sul mercato delle criptovalute e sui suoi partecipanti. La conferma arriva a poche ore da un altro importante annuncio, quello del senatore Tim Scott, che ha confermato il superamento di uno dei problemi più rilevanti della proposta. Di più, Lummis ha fornito anche delle scadenze relativamente precise per il passaggio della legge. Se dovessero essere confermate, garantirebbero la possibilità di aggirare un altro ostacolo che incombe sul mondo crypto.
Per Lummis infatti ci sono buone possibilità che la legge venga approvata entro fine anno. Una corsa contro il tempo, aggiungiamo noi, dovuta alla possibilità che i repubblicani escano sconfitti dalle elezioni midterm previste per novembre prossimo.
Finalmente ci siamo
L’ottimismo è palpabile. Ieri Tim Scott aveva annunciato passi avanti significativi. Oggi Cynthia Lummis, che è a capo del comitato speciale crypto in seno alla Commissione Banking del Senato degli USA, conferma che tali passi avanti sono stati fatti – e che tenendo conto dei tempi tecnici, potremmo vedere l’approvazione del testo di legge sulle crypto prima della fine dell’anno.
La scadenza entro il 2026 è di massima importanza: al Senato, per evitare l’ostruzionismo organizzato, è già difficile ottenere il passaggio di leggi se si ha una maggioranza semplice. Serve infatti per superare suddetto ostruzionismo, il voto di sessanta senatori su cento. Nel caso di perdita di qualche seggio da parte dei repubblicani, le votazioni per il passaggio del Clarity Act (o Market Structure) si farebbero ancora più complicate.
- Ottimismo eccessivo?
Da diverse fonti è arrivato l’annuncio del superamento della questione del rendimento delle stablecoin, che aveva messo le banche sulla difensiva e di fatto impedito ogni tipo di passo in avanti. Restano però aperte diverse questioni, che andranno tutte debitamente prese in considerazione prima di poter cantare vittoria.
Tra tutte le responsabilità dei protocolli DeFi, che essendo decentralizzati non possono farsi, per ovvi motivi, carico delle stesse incombenze di banche e broker. In secondo luogo serviranno garanzie solide tanto per gli sviluppatori quanto per il mining, questioni che continueranno a rimanere aperte e bisognose di un accordo tra le parti.
La passeremo alla commissione Banking ad aprile
Questo è il commento che Cynthia Lummis ha fatto durante il Digital Chamber di Washington oggi, confermando appunto gli entusiasmi che già circolavano tra gli addetti ai lavori.
Ci saranno poi al massimo 7 mesi prima dell’insediamento dei nuovi senatori per cercare di ottenere la votazione favorevole. I tempi ci sono, servirà però continuare ad andare in avanti, per una legge che in tanti nel settore ritengono salvifica e bullish.
Necessaria?
Probabilmente sì, dato che parliamo pur sempre dell’economia finanziaria più avanzata, liquida e ricca del pianeta, un’economia all’interno della quale gli operatori del mondo crypto hanno storicamente incontrato più difficoltà che altrove.
È certamente da valutarsi l’impatto immediatamente positivo, forse esagerato da chi sta esercitando pressioni per il suo passaggio. Per il resto, anche chi vi scrive ritiene che si tratterà di un’importante normalizzazione del settore crypto dove conta di più, ovvero dove i capitali corrono liberi.
Da prendere in considerazione anche la mossa di SEC e CFTC, che hanno scelto di fare per conto proprio nella definizione di certe tassonomie del mondo crypto. È tanto, non è però sufficiente.
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