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DOLLARI BRUCIATI PETROLIO

Petrolio a 200$ al barile: parlano gli esperti, che fissano una data limite per salvarsi

Il numero che fa paura e che spinge a una soluzione di breve. Ma arriverà?
DOLLARI BRUCIATI PETROLIO

Prima di prendere per buoni i numeri di queste previsioni, sarà utile ricordarsi che a produrli sono soggetti direttamente coinvolti nel business del petrolio. Tuttavia la previsione è così scioccante da meritare di essere comunque riportata. Il petrolio? Potrà arrivare a 180$. Questo almeno se la situazione non dovesse risolversi entro fine aprile.

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180$ che sarebbero di molto superiori al limite di prezzo massimo che gli economisti hanno indicato per evitare la recessione. Una situazione dunque complicata, che analizzeremo nei punti salienti delle opinioni pubblicate da The Wall Street Journal.

180$ a barile sono una possibilità

Sì, potrebbe sembrare una di quelle previsioni stravaganti, da parte di un paese, l’Arabia Saudita, che di petrolio vive e prospera. Le preoccupazioni sui mercati però sono concrete.

A confermare il livello di prezzo, sempre secondo The Wall Street Journal, sono diversi dirigenti del settore petrolifero. E per quanto ci potrebbe essere dell’allarmismo creato ad arte, è comunque una previsione che vale la pena di prendere in considerazione. Previsioni che parlano delle conseguenze di un’assenza di accordo e/o ripristino delle normali condizioni di navigazione a Hormuz prima della fine di aprile.

L’Arabia Saudita non ama gli aumenti di prezzo troppo rapidi per il petrolio, perché causano instabilità di lungo periodo sui mercati. Per i sauditi, lo scenario ideale sono piccoli aumenti di prezzo con la loro quota di mercato che rimane stabile.

Questo è il commento raccolto da WSJ e firmato da Umer Karim, che si occupa di Politica Estera e Geopolitica Saudita presso il King Faisal Center per la Ricerca e gli Studi Islamici.

L’allarme comunque si allarga

Soltanto questa mattina vi abbiamo parlato di ciò che sta avvenendo in termini di previsioni da parte degli economisti. 138$ sarebbe il limite massimo che diverse economie sarebbero in grado di sopportare, in termini di prezzo, prima del caos. Ovvero prima di un’eventuale recessione.

Un limite però che in diversi ritengono essere ottimistico.

E c’è anche di chi parla di 200$ al barile – come un analista anonimo di Wood Mackenzie, che ha fornito la sua previsione sempre a The Wall Street Journal.

Intanto sono in diversi i paesi che stanno cercando di lavorare su una decompressione dei costi, almeno per il consumatore finale. Dal taglio provvisorio delle accise ad altri pacchetti di misure che potrebbero arrivare nelle prossime ore.

Quando lo shock arriva però dall’assenza di offerta, sarà difficile correggere la situazione non riducendo i consumi. Ed è proprio di questo che hanno maggiormente paura tanto i governanti quanto la popolazione, gli economisti e gli attori del mondo economico.

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