Continua il batti e ribatti tra Washington e Teheran, con gli americani che hanno annunciato la possibilità di liberare le navi intrappolate nello Stretto di Hormuz e una proposta dell’Iran che non sembra soddisfare però Donald Trump. Al centro il prezzo del petrolio – che continua a essere molto volatile e soprattutto privo di una direzione certa, mosso di volta in volta dalle dichiarazioni dei protagonisti del teatro bellico. Per Polymarket però l’andamento di prezzo è quasi chiaro.
Per Polymarket il peggio sembrerebbe passato, o quasi. E nonostante per fare certe previsioni si debba impegnare il proprio denaro, sono in pochi a seguire i profeti di sventura che siedono sugli scranni più alti delle migliori società del comparto petrolifero.
La distribuzione delle previsioni su Polymarket
Nel momento in cui scriviamo il WTI al barile, sui futures a più breve scadenza, viaggia intorno ai 103$. Sono quotazioni ancora molto elevate rispetto a quelle che si avevano prima della guerra.
Questi prezzi sarebbero, almeno secondo gli addetti ai lavori, molto bassi rispetto a quella che è la situazione reale. Lo Stretto di Hormuz, dal quale passa una parte rilevante del greggio e del gas mondiale, è chiuso ormai da due mesi. Come hanno ricordato diversi addetti ai lavori siamo già oltre il danno recuperabile e non sarebbe così assurdo vedere una corsa vera del petrolio una volta che tali problemi saranno stati compresi da parte dei mercati.
Polymarket sembrerebbe però seguire con grande flemma queste avvisaglie. Il prediction market organizzato sul prezzo del WTI segnala infatti:
| Prezzo raggiunto | Sì | No |
|---|---|---|
| 200$ | 2% | 98% |
| 150$ | 7% | 93% |
| 120$ | 40% | 60% |
| 115$ | 56% | 44% |
| 110$ | 70% | 30% |
| 95$ | 81% | 19% |
| 85$ | 50% | 50% |
Se c’è qualcosa che emerge è in realtà una grande incertezza, sia verso l’alto sia verso il basso. Vengono prezzati al minimo eventi davvero estremi, mentre si è quasi al 50% sul range 85$-120$. Niente di utile per chi dovesse e volesse fare trading partendo da queste percentuali.
Anzi, una certezza c’è
In realtà una certezza c’è: è la scarsa credibilità ormai di entrambe le parti, Teheran e Washington, nei loro propositi sia di riapertura sia invece di chiusura a oltranza.
Le indicazioni di cui sopra sono al 30 maggio e dunque tarate sulla fine del mese. La distribuzione, per chi vuole vederci qualcosa di interessante, parla ancora in un range relativamente ristretto, rispedendo inoltre al mittente certi proclami da parte di grandi società del settore, che ritengono il massimo di 120$ come facilmente superabile.
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