Ora anche il NYSE – ultima delle grandi borse USA che offrono anche opzioni – ha eliminato le salvaguardie aggiuntive su questo tipo di contratti con sottostante crypto. La scelta segue quella di Nasdaq e di Cboe, che aveva innescato il solito giro di post complottisti e che preannunciavano sventura. Dalla riapertura di lunedì, le opzioni sugli ETF crypto saranno trattate come le altre sulle commodity.
Un passaggio obbligato, dopo che 30 giorni fa si era aperto il periodo – dovuto per regolamento – di eventuali commenti e obiezioni alla rimozione del limite, che imponeva un massimo di 25.000 contratti per partecipante.
Per tutti gli ETF su Bitcoin e alcuni su Ethereum
La rimozione del limite, che permetterà così di avere posizioni più articolate e sostanziose sulle opzioni (cosa che interesserà certi fondi e certe banche d’affari) riguarda undici diversi ETF su Bitcoin. O meglio, undici diverse opzioni sugli ETF di cui sopra. Per quanto riguarda Ethereum, si tratta ancora di un mercato meno sviluppato e meno liquido, che però potrà comunque giovarsi di questa importante novità.
- Il perché dei precedenti limiti
I precedenti limiti erano stati imposti in via precauzionale, per evitare che un mercato ancora relativamente nuovo e con una liquidità ancora da testare potesse diventare teatro di puntate eccessive sul mercato delle opzioni. Un mercato che soprattutto gli investitori più sofisticati utilizzano come copertura temporanea o come parte di prodotti più strutturati e che limitano upside o downside di prodotti che provano a replicare l’andamento di Bitcoin.
Con questi prodotti – gli ETF su Bitcoin – che sono diventati assai liquidi e strutturati, mantenere tale limite non avrebbe avuto più senso.
Il limite precedente non era comunque granché limitante – almeno confrontando la soglia dei 25.000 contratti con l’open interest totale. Non è comunque per questo motivo che si è deciso, presso tutte le principali borse degli USA, di rimuovere il limite in oggetto. Un limite che non ha ragion d’essere ora che di liquidità ce n’è a sufficienza e dopo mesi di funzionamento corretto dei mercati di riferimento.
Continua così il cammino verso la normalizzazione finanziaria di tutto ciò che riguarda Bitcoin. Un cammino iniziato più di due anni fa con l’arrivo degli ETF negli Stati Uniti, proseguito con l’arrivo delle opzioni sugli stessi ETF e che continuerà ad avanzare con prodotti strutturati. Che non piaceranno ai puristi, ma che nondimeno attireranno capitali importanti.
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