JP Morgan ha pubblicato un’interessante grafico che spiega, più di mille parole, ciò che è avvenuto da quando la guerra in Iran è iniziata. Dovremmo ormai sapere che Bitcoin ha performato in modo migliore rispetto ai due metalli. Ci sono però dei numeri importanti di scarico dagli ETF più rappresentativi sia dell’oro, sia dell’argento. Una situazione interessante, che include quanto avviene a Wall Street.
Ci sono diverse possibili spiegazioni, mentre tutto il mondo finanziario o quasi si continua a interrogare sulle pessime performance dell’oro durante una fase, quella della guerra in Iran, che avrebbe invece dovuto premiare un asset ritenuto porto sicuro. Non è stato così.
Inflow cumulativi su oro e argento
Le cose andrebbero sicuramente messe in prospettiva, perché sia l’oro che l’argento arrivano da due periodi ottimi, che hanno visto il prezzo moltiplicarsi, con afflussi enormi sui principali ETF degli USA. Tuttavia qualcosa di importante è successo da marzo. Il grafico, d’altronde, parla da solo. Giù gli inflow cumulativi, il che vuol dire che ci sono state delle vendite tali da costringere gli ETF a ridurre il numero di azioni circolanti, ovvero la capitalizzazione totale.

Bitcoin di contro ha ripreso a attirare capitali, per quanto nell’ultima settimana abbia certamente rallentato. Rotazione da metalli preziosi a Bitcoin? Troppo presto per dirlo. In realtà ci sono altre spiegazioni più ragionevoli per quanto è accaduto:
- Oro che arrivava da una corsa importante e che dunque era maturo per dei take profit importanti;
- Prezzo condizionato anche da vendite delle banche centrali, che innescano un circolo vizioso di vendite anche dai retail;
- Panico, che porta a essere il più liquidi possibili – e a tentare di non essere quelli rimasti con il cerino in mano;
E Bitcoin? Perché invece ha rivisto inflow? Una delle teorie possibili l’abbiamo analizzata qui in un’intervista con André Dragosch di Bitwise – che parla di un Bitcoin arrivato all’appuntamento con la guerra (in senso metaforico) già vicino al bottom, dopo un lungo periodo di difficoltà e dunque senza troppe fantasie su Bitcoin diventato safe haven.
I mercati sono strani, ma qualcuno sa più di tanti
Ne aveva parlato anche il nostro direttore Alessio Ippolito, in una delle live sul nostro canale YouTube: c’erano fondi hedge che stavano già scaricando oro da tempo, preannunciando probabilmente un periodo di correzione, che il panico della guerra ha probabilmente esacerbato.
Discorsi più tecnici che fondamentali, quelli dei fondi, che probabilmente hanno trovato una sponda importante con la guerra in Iran, che ha ribadito ancora una volta che cash is king quando i missili volano (e giungono a destinazione).
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