Morgan Stanley ha inviato a SEC, nella tarda serata di ieri 1° aprile, l’ultimo aggiornamento al suo ETF Bitcoin spot. Dovrebbe trattarsi dell’ultimo aggiornamento prima del lancio, che dovrebbe essere però rimandato alla prossima settimana, dato che le borse statunitensi chiuderanno questa sera per le festività pasquali. Non ci sono aggiornamenti significativi, ma solo piccole correzioni cosmetiche, che lasciano intendere che si sia ormai pronti per il lancio.
Morgan Stanley è il gestore più importante dopo BlackRock tra quelli che hanno deciso di lanciare un ETF su Bitcoin e l’arrivo di questo prodotto è accompagnato da aspettattive importanti. Il gruppo gestisce infatti oltre 2.000 miliardi di dollari ed è tra quelli maggiormente in crescita nella gestione degli investimenti conto terzi.
Partenza con un tempismo non ottimale, ma non dipende da Morgan Stanley
L’ETF di Morgan Stanley su Bitcoin arriverà in un momento non facile per questo asset, che risente della guerra in Iran e dei continui cambiamenti di atteggiamento soprattutto da parte di Washington. L’ETF inoltre arriverà in una fase relativamente fiacca anche per i volumi, soltanto in parte condizionata dalla settimana pasquale. Una settimana pasquale che storicamente è accompagnata da volumi molto bassi.
Morgan Stanley arriva con un’idea precisa: offrire ETF Bitcoin che hanno una domanda sostenuta da parte dei propri clienti, che oggi hanno accesso a prodotti della concorrenza (come quello di BlackRock). Tra le intenzioni di Morgan Stanley c’è anche quella di offrire conversioni in kind: gli investitori che hanno a disposizione grandi quantità di Bitcoin possono versarli all’ETF per ottenere in cambio delle quote.
Morgan Stanley ha già affermato che questo ultimo mercato è rilevante e che sarà parte centrale della sua strategia per affermarsi.
Commissioni basse, attacco a BlackRock
Morgan Stanley si presenterà inoltre sul mercato con commissioni dello 0,14%, contro lo 0,25% di BlackRock. Saranno nel complesso le commissioni più basse tra gli ETF quotati negli Stati Uniti e saranno, per un periodo, azzerate.
Servirà per invogliare non solo l’ingresso di nuovi investitori, ma anche per spingere gli altri a trasferire i loro investimenti da altri gestori a Morgan Stanley.
Intanto gli ETF continuano “male”
Sia in termini di volumi, sia in termini di inflow. I volumi molto bassi (ieri mai così bassi dal 24 dicembre 2025, giorno della vigilia e che vede trattative ridotte) sono giustificati dalla settimana pasquale, storicamente avida di trattative.

Per quanto riguarda gli inflow, Dopo più di un mese di guerra, Bitcoin e Ethereum iniziano a risentire delle preoccupazioni dei mercati relative sia al mercato del petrolio sia agli effetti che il conflitto avrà su diverse supply chain, sull’inflazione e più in generale sulla tenuta economica dei principali paesi.
Per avere però un quadro più completo del contesto all’interno del quale dovrà muoversi l’ETF di Morgan Stanley, sarà forse più utile attendere cosa accadrà a partire dalla prossima settimana.
I mercati negli USA ripartiranno già lunedì, nella speranza che dal conflitto arrivino delle risposte più concrete in termini di possibile ritorno alla normalità.
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