Strategy di Michael Saylor ha perso 14,5 miliardi di dollari nel primo trimestre del 2026. Avrete letto questo titolo ovunque e forse vi sarete anche preoccupati del futuro dell’azienda che ha quasi 800.000 Bitcoin in cassa. Un’azienda che, in caso di fallimento, causerebbe un grande sconquasso nel mercato di BTC e probabilmente anche sul prezzo. Dato che è periodo di racconti di fantascienza, ti accompagneremo alla scoperta di cosa potrebbe succedere se Saylor e Strategy dovessero continuare a perdere denaro. E ti parleremo anche del perché ha preferito registrare come perdite dei paper loss, ovvero delle diminuzioni di valore soltanto sulla carta.
Partiamo però dal principio: in una recente comunicazione a SEC, il gruppo ha confermato di voler registrare perdite per 14,5 miliardi di dollari sui suoi investimenti in Bitcoin, per il primo trimestre del 2026. La matematica è semplice: Bitcoin ha perso oltre il 20% da inizio anno a fine marzo e quindi, a voler fare i proverbiali conti della serva, Strategy ha un buco di 14,5 miliardi. Le cose però – come spesso accade sui mercati – sono più complicate di così.
La struttura di Strategy
Strategy è un’azienda che si occupa(va) di software. Ha flussi di cassa per circa 500 milioni di dollari, che sono però ormai piccola cosa rispetto alle enormi riserve in Bitcoin che ha accumulato.

Al netto di ciò che Saylor vuole raccontare al Nasdaq (per farsi includere negli indici), oggi Strategy è una società finanziaria al 100%. Vende prodotti finanziari strutturati, raccoglie capitale, compra Bitcoin. Lo fa in modo relativamente complesso – e sarà il caso di parlarne in relazione ai 14,5 miliardi di dollari di perdite che ha fatto registrare.
- Ha venduto?
No, non ha venduto, e quindi le perdite sono nel caso unrealized, ovvero non sono ancora effettive. Sono esattamente speculari ai guadagni irrealizati. Non si sono ancora verificati e aspettando a sufficienza potrebbero non verificarsi mai.
Perché allora si parla di perdite? Il solito trucco dei giornalisti per fare articoli cliccabili? No, in realtà è stata la stessa Strategy a voler registrare quelle perdite. Lo ha fatto per motivi fiscali – così da potersi portare in futuro degli importanti sconti.
Non ha venduto nulla, tecnicamente non ha perso nulla e no – il prezzo di Bitcoin sotto il prezzo medio di acquisto di Strategy NON è un problema.
Com’è messa Strategy, cosa deve rimborsare e come
Bitcoin potrebbe teoricamente andare a zero senza cambiare molto della salute finanziaria di Strategy.
Per fare un esempio: immagina di aprire una società per azioni, di raccogliere investimenti vendendo azioni e poi di comprare oro. Se l’oro dovesse andare a zero, al massimo sarebbe il valore complessivo della tua azienda a risentirne. Gli investitori hanno comprato azioni, non hanno diritto a ottenere capitale indietro.
- Facciamola più complicata
Non è questo però il caso di Saylor. In larga parte ha acquistato Bitcoin con i denari degli investitori in azioni. Una parte però è stato raccolto con due strumenti, uno puramente di debito, uno no.
Bond: Saylor ha emesso Bond per circa 8,2 miliardi di dollari. Hanno scadenze diluite dal 2028 al 2032, a certe condizioni (positive per i creditori) possono essere convertiti in azioni. Dovrà appunto rimborsarli e dovrà trovare i soldi da qualche parte. L’ipotesi migliore è che le azioni di MSTR crescano, così da permettere la vendita di nuove azioni, la raccolta conseguente di capitale e la copertura del debito. Ad ogni modo, il prezzo di Bitcoin e le eventuali perdite su questo investimento sono completamente ininfluenti.
STRC: lasciamo perdere le altre preferred, perché di poco conto e ormai inutilizzate. A interessare di più sono i 5,355 miliardi di dollari in $STRC, azioni preferred che sono uno strumento molto goloso per Strategy. Ottiene capitale, paga dividendi, non restituirà mai il capitale (è l’esatto funzionamento di questo prodotto).
Per ottenere però questo capitale deve offrire molto: ora siamo all’11,50% annuo, pagato poi su base mensile. Probabilmente dovrà continuare a crescere. È un tipo di titolo però che non può portare al fallimento. Nel peggiore dei casi, può azzerare o diminuire il dividendo. Ci sono delle conseguenze di mercato, ma non sono appunto il fallimento.
In generale, per quanto chi vi scrive nutra dei dubbi sul funzionamento perpetuo di questo meccanismo, i 14,5 miliardi di dollari di perdite fatte registrare da Strategy non sono un problema. Sono, ad oggi, un artificio contabile per sfruttare certi vantaggi nei confronti del fisco. Per tutto il resto si tratta, ancora, di ordinaria amministrazione.
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