Sui mercati finanziari si sta manifestando una situazione di tensione e di attesa, con i prezzi che hanno iniziato ad aumentare la loro volatilità. La causa è la notizia di un attacco iraniano a una fregata americana, che stava provando a entrare all’interno dello Stretto di Hormuz, forzando così il blocco navale degli iraniani. Allo stato attuale Bitcoin è ancora positivo del +0,50% ed Ethereum del +0,80%, entrambi in contrazione rispetto ai massimi della mattinata.
Bitcoin e crypto aumentano la volatilità sulle bad news da Hormuz
La situazione tra Iran e Stati Uniti nello Stretto di Hormuz è entrata in una fase altamente volatile. Dopo l’annuncio di “Project Freedom” da parte di Donald Trump, gli USA hanno rafforzato la presenza militare, continuando il blocco navale e le operazioni di scorta per garantire il passaggio delle navi.
Parallelamente, media iraniani hanno riportato un attacco con missili contro una nave americana, però la versione è stata smentita dallo United States Central Command, rendendo l’episodio non confermato.
Teheran ha reagito duramente, avvertendo che qualsiasi presenza militare USA sarà considerata una violazione e potrebbe essere colpita. Nel complesso, lo Stretto resta quasi bloccato e a rischio escalation elevato con un ritorno alle armi.
Volatilità sul Brent dopo il presunto attacco alla nave USA

Nella sezione di sinistra abbiamo invece una view sul grafico 1H, dove è ben evidente il momento del rilascio della notizia del presunto attacco alla nave militare USA, che ha spinto il prezzo del petrolio al rialzo di oltre il 4% nell’arco di un quarto d’ora, arrivando al picco di 114,30 dollari. Da qui c’è ora una contrazione, dopo la smentita da parte americana.
A rischio di essere noiosi, dobbiamo sottolineare come il prezzo del petrolio sia diventato anche il fulcro per una possibile prosecuzione del rialzo dei mercati. Il petrolio rappresenta la benzina per una continuazione della fase positiva del rally dei mercati azionari e del rialzo del mercato crypto, però al contempo una spada di Damocle, qualora continuasse a salire.
I mercati restano prudenti nonostante la crisi
Nonostante la crisi nello Stretto di Hormuz e il rischio escalation tra USA e Iran, i mercati restano ancora sorprendentemente in equilibrio. S&P 500 e Nasdaq stanno registrando movimenti contenuti, rispettivamente con un -0,30% e un Nasdaq sostanzialmente invariato. Scende maggiormente il Dow Jones, con un -0,34%.

I dati prediction market di Polymarket sul petrolio mostrano una distribuzione prudente. Allo stato attuale le probabilità più alte si concentrano in un range tra 85 e 120 dollari al barile, mentre scenari sopra 150 dollari restano marginali.
Tensioni a Hormuz e volatilità su BTC e ETH
La notizia dell’attacco missilistico iraniano è ben visibile sul grafico 1H di Bitcoin e Ethereum con la tabella Matrix Trend che analizza l’andamento dei rispettivi future e che pubblichiamo giornalmente sul canale Telegram VIP di Criptovaluta.it®.

Attorno alle 12, Bitcoin è passato da 80.000 a un minimo di 78.170 USDT rapidamente, con una discesa di quasi 2.000 USDT sull’orario. Ethereum ha seguito con un calo da 2.370 a un minimo di 2.312 USDT. L’Open Interest (OI) su entrambi ha segnato un calo netto nella stessa barra, segnale di liquidazioni e chiusura forzata di posizioni.
La differenza chiave sta nel Footprint Score. Su BTC i compratori reali dominano il book con un punteggio di +27,3, segnalando una divergenza con la Matrix, chi opera sul book sta comprando. Su ETH invece prevalgono i venditori a -9,8, confermando la debolezza dell’orario.
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