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ETF con Polymarket dentro. SEC fa come Ponzio Pilato. Per 75 giorni non potranno quotarsi, ma…

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No, le scommesse dei prediction market non finiranno, per ora, in ETF quotati negli Stati Uniti. SEC si è presa del tempo per decidere e ha respinto, per ora, le richieste di approvazione per degli ETF che avrebbero incorporato dei contratti dei prediction market. Detta in modo più semplice: si sarebbe potuta comprare una quota di un ETF con valore 1 nel caso di scommessa vinta e del valore di 0 nel caso di scommessa persa. È una questione complicata, ma anche curiosa, motivo per cui non posso che invitarti a continuare a leggere.

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Il fatto è curioso perché vede convergere tutti i grandi temi di questa cupa epoca della finanza: i prediction market, la mania tutta americana di trasformare tutto in un ETF, la voglia incredibile di scommettere di praticamente tutti, dalla plebe alla quale appartiene chi vi scrive, fino al vertice della piramide sociale.

Cosa avevano chiesto di approvare?

I gestori che hanno chiesto approvazione per questi prodotti sono due: Bitwise (già attiva nel mondo degli ETF crypto) e Roundhill. Il funzionamento degli ETF sarebbe stato simile: facciamo l’esempio di un ETF sul vincitore delle prossime elezioni. Sarebbe stato attivato un ETF per la vittoria dei repubblicani e un ETF sulla vittoria dei democratici.

Ciascun ETF (sono separati, per ovvi motivi) avrebbe comprato contratti sui prediction market. Nel primo caso contratti sulla vittoria dei repubblicani, nel secondo caso contratti sulla vittoria dei democratici.

  • Per l’investitore

Per l’investitore si sarebbe trattato di comprare un ETF dal funzionamento assai bizzarro. Alla fine dell’evento avrebbe avuto valore di 1 se dal lato giusto della scommessa, di zero invece se dal lato sbagliato.

Esempio pratico: chi compra una quota di un ETF sulla vittoria dei repubblicani alle midterm, avrebbe ottenuto 1 nel caso di vittoria dei repubblicani, 0 invece nel caso di vittoria dem.

Nel periodo che ci separa dalle elezioni, tali ETF (così come i contratti che comprano) sarebbero stati liberi di fluttuare.

Cosa ha detto SEC?

In realtà ancora nulla. Invece però di procedere ad approvazione, si è riservata 75 giorni ulteriori per decidere (in tutto ne ha più di 200, in successione). Non ha commentato e non ha ancora detto, almeno pubblicamente, cos’è che non gli quadra.

Tuttavia, e questo dovrebbe essere motivo di festeggiamento per chi ritiene che le authority, quando esistenti, debbano servire a qualcosa, non ha deciso di approvarli in fretta e furia.

  • I criteri

Parlare di Bitcoin e criptovalute ci ha trasformati, nostro malgrado, in esperti di procedure di approvazione di ETF negli USA.

SEC si preoccupa, tra le altre cose, che il sottostante (in questo caso i contratti su Polymarket o altro emittente come Kalshi) non sia manipolabile e abbia un mercato relativamente trasparente, e che abbia accordi per scambi di informazioni con SEC.

Regole che con le crypto sono state applicate con il massimo della rigidità e che invece ora, in particolare da quando a capo di SEC è arrivato il trumpiano Paul Atkins, non sembrano poi essere così rigide.

  • Quali sarebbero i rischi?

Senza fare troppi giochi di parole, si sta impacchettando in uno strumento regolamentato (un ETF) un prodotto che si è dimostrato essere manipolabile, poco liquido in certi frangenti e molto esposto all’insider trading.

Tra le altre cose si permetterebbe a chiunque di investire su prodotti che – pur avendo un nome molto complicato – non sono altro che scommesse tutto o niente, come quelle che si fanno al picchetto.

Lungi da me – noto hooligan del libero mercato – limitare l’accesso a certe attività. Ma il processo di approvazione degli ETF esiste, ha dei criteri e finché questi criteri esistono è bene che ci sia una parvenza della loro applicazione.

Come andrà a finire?

Dato il fiume di denaro che scorre dai prediction marketpensate solo allo sponsor milionario sulle maglie della Lazio – probabilmente SEC soccomberà, anche perché le pressioni sono forti (stanno comprando spazi ovunque, anche su testate assai rispettabili) e perché l’amministrazione attuale sembra essere pronta a combattere contro i nemici delle scommesse a Wall Street.

I più cinici tra i nostri lettori diranno che grandi banche d’affari vendono spazzatura ben peggiore (noi non lo diciamo, perché certi gestori di fondi sono dotati di team legali assai importanti). Chi vi scrive invece vorrebbe un attimo far frenare il tutto. Perché fatta saltare la distinzione anche morale tra gioco d’azzardo e mercati, non si potrà più tornare indietro. Sì, è uno di quei geni che non si fanno rimettere nella lampada.

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