L’unica vincitrice certa uscita dall’incontro tra Xi Jinping e Donald Trump sembrerebbe essere Nvidia. Secondo i più cinici dei commentatori finanziari, l’incontro tra i leader delle due superpotenze ha portato a casa soltanto accordi di carattere commerciale, con $NVDA che potrebbe riavere a breve una fetta di mercato cinese. Trump avrebbe infatti autorizzato la vendita a circa 10 aziende di prima fascia cinesi da parte di Nvidia, per quanto riguarda le H200, tra i prodotti più performanti del gruppo.
Nvidia intanto risponde ieri con un solido +4,4%, che guida i rialzi di Wall Street dei quali vi ha già parlato Alex Lavarello, per borse che di crisi non sembrerebbero volerne sentire. Una situazione ai limiti dell’assurdo per molti, ma che i mercati continuano a spingere con acquisti importanti.
Ops, niente più magazzino
Le malelingue dicono che Nvidia ha avuto così occasione di liberarsi di giacenze (in realtà in contrasto con il backlog eterno di cui parla il CEO in ogni occasione), potendo così vendere contro cash una quantità importante (si parla di 700.000 unità H200) a dieci diverse aziende cinesi. Un colpo al cerchio, uno alla botte e la possibilità, oltre a questa vendita spot, di poter tornare a fare affari in Cina. Niente male, tenendo conto che l’incontro avrebbe dovuto essere concentrato più su questioni geopolitiche. Ma, aggiungiamo noi, cosa c’è di più geopolitico dell’AI?
Nvidia comunque risponde molto bene in borsa, con un +4,4% che la mette alla guida di una giornata super per gli indici USA, nonostante dal mercato dei bond arrivino avvisaglie di crisi e di problemi anche sul breve periodo.
Non sentire la concorrenza
La domanda per i chip e per gli accessori per i datacenter è così elevata che Nvidia sembrerebbe in grado di ignorare anche la crescente concorrenza. Quasi tutte le top tech si stanno guardando intorno (oltre quelle che lo hanno già fatto) per avere una produzione propria di hardware per AI, così da liberarsi almeno in parte dal costoso giogo di Nvidia.
Non succederà: il grosso delle produzioni alternative arriverà solo dove Nvidia non può o non vuole arrivare. E la riapertura della Cina potrà fare da ulteriore carburante per la crescita dell’azienda guidata da Jen-Hsun Huang. Una situazione complessivamente positiva per il gruppo, almeno fino a quando durerà il nuovo idillio commerciale tra Xi Jinping e Donald Trump. La storia recente ci racconta che certi accordi dipendono pur sempre dalle volubili personalità dei protagonisti. Per i mercati però questa volta non sarà così.
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