Il crollo delle crypto di giugno sta colpendo la maggior parte dei token e non si salvano neanche quelli a maggior capitalizzazione. Bitcoin perde il -30,60% da inizio anno, mentre Ethereum cede il -47,60%. Ripple (XRP), lanciato sugli exchange nel 2013, è tornato a sfiorare un dollaro di valore, livello che non vedeva dal novembre 2024, e attualmente quota 1,082 USDT.
Panoramica storica di Ripple
Sul grafico monthly riportiamo una panoramica degli ultimi cinque anni di Ripple. Sul grafico è evidenziato lo scoppio del contenzioso con la SEC nel lontano dicembre 2020. Ne è seguita una fase di contrazione e una lunga congestione, causata dalla zavorra di questa lite legale. Il caso si è chiuso nel novembre 2024, con il cambio di marcia alla Casa Bianca nei confronti delle crypto. Il relativo rally rialzista è durato circa due mesi e ha spinto XRP a raggiungere un massimo a luglio a 3,665 USDT.
Da quel picco è poi iniziata la fase di contrazione.

Ripple in calo del 70% dall’ATH
Ripple dal picco al valore attuale è in calo del 70%. Se consideriamo gli ultimi dieci mesi, compreso questo giugno che segna un -18,55%, XRP ha chiuso in positivo solo due volte, con il rialzo maggiore a settembre dell’anno scorso a un +2,55%. Adesso il prezzo sta testando la SMA 50 mensile e ci sta lavorando sotto. A livello di supporti vettoriali passa il 78,6% dei ritracciamenti di Fibonacci proprio in area un dollaro, ritracciamento del vettore che corrisponde al minimo registrato nel giugno 2022 fino al picco del luglio 2025.
L’analisi statistica dei rendimenti mensili di Ripple su quattordici anni restituisce un profilo stagionale debole, con giugno tra i mesi peggiori.

La maggior parte dei mesi chiude più spesso in rosso che in verde, segno che il mese tipico per XRP è negativo. Aprile è l’unica eccezione, con il 53,8% di chiusure positive. Maggio, luglio e settembre seguono in sostanziale equilibrio. Sul fronte opposto, febbraio, giugno e ottobre sono i mesi più deboli, positivi solo nel 30,8% dei casi. I guadagni storici di XRP si concentrano in poche esplosioni rare, tipicamente a fine anno.
| Mese | Positive | Negative | % positive | |
|---|---|---|---|---|
| Migliori | Aprile | 7 | 6 | 53,8% |
| Maggio | 6 | 7 | 46,2% | |
| Luglio | 6 | 7 | 46,2% | |
| Peggiori | Febbraio | 4 | 9 | 30,8% |
| Giugno | 4 | 9 | 30,8% | |
| Ottobre | 4 | 9 | 30,8% |
Ripple al test del supporto
Sul grafico weekly riportiamo una view di Ripple dove si può osservare come ha rotto al ribasso il box laterale degli ultimi mesi. Il crollo settimanale è del 17,70% e il prezzo è precipitato fino al minimo di 1,05 USDT. Qui transita il 78,60% di Fibonacci evidenziato con la trend line tratteggiata.

Volumi in aumento e RSI in ipervenduto
Gli indicatori nella parte inferiore del grafico offrono letture contrastanti. Il Relative Volume Index sale sopra la soglia di equilibrio a segnalare scambi più intensi del normale. Lo si usa proprio per capire se un movimento ha forza reale o è solo rumore. I volumi di scambio salgono e ci dicono che la discesa è partecipata, ma resta lontana dal picco di febbraio, quando la rottura fu molto più esplosiva.
L’RSI a 9 periodi scende in zona di ipervenduto. La combinazione tra volume crescente e momentum estremo segnala l’importanza di questa zona di supporto tra 1,08 e 1 USDT. Un cedimento aprirebbe spazio a un’ulteriore discesa verso area 0,70 USDT. La candela settimanale è ancora in formazione, pertanto si dovrà attendere la chiusura di domenica sera.
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